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Nemi alberi

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Nemi, alberi mozzati in via De Sanctis. La denuncia di Galea (Assotutela)

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: “E’ una vergogna lo scempio che si è compiuto a Nemi in via De Sanctis dove dimorano tutti resti dei tronchi di alberi mozzati”. Inizia con duri toni la nota inviata  da Ivan Galea, coordinatore

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: "E' una vergogna lo scempio che si è compiuto a Nemi in via De Sanctis dove dimorano tutti resti dei tronchi di alberi mozzati". Inizia con duri toni la nota inviata da Ivan Galea, coordinatore

Assotutela Roma nord e Castelli Romani. "E' ancora più vergognoso il silenzio di chi dovrebbe urlare allo scandalo. E mentre tutto tace viene inflitta una ferita insanabile al patrimonio naturalistico di Nemi. Ricordo - continua Galea - che siamo in una zona protetta e piena di vincoli tra i quali quello idrogeologico: chi garantisce che questa grossa destabilizzazione non comprometta l'assetto del territorio con gravi conseguenze che potrebbero scaturirne? E' stato interpellato un agronomo? Le immagini che abbiamo scattato - aggiunge - parlano chiaro: la vegetazione è stata barbaramente eliminata. Come AssoTutela, abbiamo provveduto a presentare una denuncia al Corpo Forestale dello Stato di Velletri che è prontamente intervenuto sul luogo dello scempio e che dovrà constatare le responsabilità in merito a chi ha autorizzato questo barbaro taglio di alberi che costituivano insieme alla restante vegetazione un angolo di "macchia mediterranea" andata oramai distrutta". Parliamo di alberi ultradecennali che sono stati letteralmente mozzati". Il coordinatore AssoTutela dichiara poi che ad oggi sull'Albo Pretorio del Comune di Nemi non è presente nessuna ordinanza che autorizzi il taglio degli alberi. "Il Comune di Nemi aveva richiesto alla Forestale di Velletri un sopralluogo congiunto per verificare lo stato di salute degli alberi - dichiara ancora Galea - ma il sopralluogo congiunto non è mai avvenuto. Come si è potuto quindi procedere ad un taglio indiscriminato in assenza di sopralluogo? - Il coordinatore conclude poi la nota - seguiremo da vicino l'evolversi di questa ennesima vicenda di malagestione del patrimonio pubblico collettivo al fine di identificarne i responsabili.

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