Nord Ciociaria, brucia la montagna a Porciano. In azione i canadair della Protezione civile regionale

Con l’arrivo del grande caldo sono tornati puntualmente anche i roghi che stanno distruggendo ettari di verde

È tornato il grande caldo e con questo puntualmente sono tornati gli incendi. Da questa mattina è incorso un vasto incendio sulle montagne tra Anagni ed Acuto in località Porciano. In azione con lanci in continuazione i Canadair della protezione civile regionale ed i volontari del Radio Soccorso di Anagni (la foto in alta è tratta dalla loro pagina facebook)

Ogni anno, un pezzetto della nostra amata terra se ne va portandosi via anche una parte del nostro patrimonio storico-culturale-ambientale. Si parla di ambiente, di roghi e di cultura solo quando succede una catastrofe come quella in località Porciano nel territorio di Ferentino per riempire le pagine dei giornali e niente più. Come dire: “passata la festa gabbato il Santo”! Se ne riparlerà solo quando succede un’altra calamità ovvero si chiudono le stalle quando i buoi sono fuggiti!.

Tra i tanti primati che le casistiche ci danno certamente uno deve essere assegnato alla Ciociaria.

“Il primato è purtroppo triste” perchè riguarda il patrimonio boschivo che viene divorato dalle fiamme nel periodo estivo per la mancanza di prevenzione. Con le fiamme -  spiega lo storico pigliese Alessandro Giorgio Pacetti - brucia anche l’ossigeno. Dobbiamo chiedere perdono alla montagna l’abbiamo dimenticata e trascurata. Non basta più il grosso lavoro di spegnimento dei canader, dei vigili del fuoco, urbani, dei carabinieri, della protezione civile, dei volontari che sono stati chiamati per combattere l’incuria, il menefreghismo ultra trentennale.

Da questi incendi prendiamo ancora lo spunto per stigmatizzare l’incivile abitudine di lasciare abbondanti i terreni confinanti con le strade comunali e provinciali nonché a ridosso delle abitazioni.  Negli ultimi anni la coscienza civica ha approfondito sempre di più, ma non sempre meglio, i problemi relativi alla tutela ambientale e, più precisamente alla salvaguardia di ogni forma di equilibrio ecologico. Ovunque si notano terreni abbandonati con tanto di sterpaglia.

Così come si configura, la situazione di tali terreni non potrà che presentarsi come il migliore rifugio per rettili di ogni tipo, senza parlare delle centuplicate possibilità di incendio (con cicche, fiammiferi ed autocombustioni). I ritmi della manutenzione non dovrebbero essere scanditi da periodiche ordinanze, perchè la manutenzione è affare di ogni giorno e va espletata in stagioni privilegiate.

In questo campo la prevenzione gioca un ruolo fondamentale, perchè una cicca accesa potrà purtroppo sempre sfuggire dalla mano di qualcuno, ma l’importante è che la miccia non trovi carburante per provocare un disastro ecologico.

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E’ arrivato il momento di dire agli Enti preposti di mettersi attorno al tavolo e studiare un buon sistema di prevenzione per evitare danni ecologici consumati come quello di Porciano distruggendo così un vasto territorio boschivo”.

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