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L'inchiesta / Gallinaro

'Nuova Gerusalemme', archiviata l'indagine: scagionati Pontefice e Ministri

Una parte dei componenti della Chiesa Cristiana Universale, scomunicata da Papa Francesco nel 2016, erano finiti sotto indagine per truffa e riciclaggio. Il Pm ha chiesto il proscioglimento accolto dal Gup di Cassino

Nessuna truffa, niente riciclaggio: le indagini a carico dei 15 componenti della Nuova Chiesa Universale di Gallinaro in provincia di Frosinone, si sono concluse con il prosciogliemento. A finire nel mirino di Polizia e Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura di Cassino, erano stato il Pontefice, Samuele Morcia, alcuni Ministri e dei dipendenti del comune della Valle di Comino dove la 'Nuova Gerusalemme' ha sede.

"Al termine di una lunga attività d’indagine, l’archiviazione del procedimento penale è stata richiesta dallo stesso Pubblico Ministero che ha coordinato le operazioni investigative e che ha disposto, tra l’altro, la perquisizione domiciliare presso la sede della Chiesa e presso le abitazioni dei suoi responsabili avvenuta il 10 ottobre 2019 - si legge in una nota ufficiale pubblicata sul sito della Chiesa Universale. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino ha accolto la richiesta del “non luogo a procedere” proposta dallo stesso Pubblico Ministero inquirente, disponendo così l’archiviazione definitiva del procedimento".

Le indagini erano state avviate a seguito di alcune denunce nelle quali si ipotizzava anche la circonvezione di incapace: a presentarle familiari di persone che avevano deciso di entrare a far parte della congregazione donando anche cospicue somme di danaro. Ad essere travolto dalla tempesta giudiziaria anche Samuele Morcia, a capo della Chiesa scomunicata da Papa Francesco nel 2016, ed a sua volta nominato Pontefice.

Il rappresentante del gruppo religioso è il genero di Giuseppina Norcia, la donna a cui apparve il 'Bambinello di Gallinaro' e che per anni ha ricevuto migliaia di persone e pregato nella piccola cappella situata alla periferia del paese della Valle di Comino. I guai giudiziari per Morcia sono iniziti nel 2019 quando le fiamme gialle hanno passato al setaccio centinaia di documenti e conti correnti bancari che, però, come emerso erano tutti in regola. Per questo a conclusione degli accertamenti a chiedere l'archiviazione è stato lo stesso magistrato della Procura di Cassino, Roberto Bulgarini Nomi. 

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