Olevano Romano, intitolata l’aula magna del Liceo “Cartesio”a Don Umberto Carletti

Di Giancarlo Flavi Con l’intitolazione dell’Aula magna a Don Umberto Carletti, l'amato sacerdote olevanese morto nel 1988, si è formata l’Associazione  Amici del “Cartesio” presieduta dal prof. Lucidi e come prima iniziativa ha voluto omaggiare...

Olevano Romano la benedizione del Vescovo

Di Giancarlo Flavi

Con l’intitolazione dell’Aula magna a Don Umberto Carletti, l'amato sacerdote olevanese morto nel 1988, si è formata l’Associazione Amici del “Cartesio” presieduta dal prof. Lucidi e come prima iniziativa ha voluto omaggiare don Umberto che qui ha insegnato religione, italiano e francese.

Un Liceo, quello olevanese, che attira alunni da un raggio di 30 km ed è davvero internazionale. "Tanti sono gli scambi che si sono realizzati" ha sentenziato il preside Salvatore Nicodemo, che ha raccontato la scuola oggi con 23 aule, oltre 500 studenti, 14 aule linguistiche e 9 dello scientifico e altre due che nasceranno nel 2018. E’ stata il giovane assessore alla cultura Valentina Rocchi, diplomatasi in questa scuola, ad esprimere soddisfazione per l’intitolazione dell'aula a questo sacerdote che ha "conosciuto" dai racconti dei suoi genitori e che si era battuto contro tutto e tutti per creare questo istituto nato contro la volontà dei più che, invece, avrebbero voluto un istituto Agrario. "Un liceo che ha legami con tutta l’Europa e che ha cambiato veramente il volto alla città”. Ad omaggiare don Umberto, quasi tutti i sindaci che lo hanno conosciuto, perché don Umberto, che amava e odiava gli amministratori ha raccontato l’ex Corrado Micocci “l’ 11 giugno del 1988, giorno della sua morte, è finito anche il potere temporale della chiesa, è stato il parroco che ha lasciato alla città il Campo di Calcio e il Parco San Rocco”. E’ stata questa l’occasione per ricordare un grande preside che ha dato una svolta a questa scuola perché la sua costante presenza ha rigenerato questo istituto che cresceva a vista d’occhio ed ha cambiato in qualche modo l’economia della città, oggi molto più moderna con commercialisti, avvocati, ingegneri tutti nati da questa scuola.

Ma quello che ha centrato maggiormente il ricordo è stato l’ex sindaco Guido Milana, con la sua arguzia politica, che lo ha definito: “Prete, uomo politico, operaio per 43 anni, comunque sia, ha fatto crescere la città sotto tutti gli aspetti ed ha volte anche per il suo modo grezzo di fare, ma molto efficace nell’azione del fare”. Ha poi letto dal libro: “ C’ERA UNA VOLTA…UN PRETE, UN PROFESSORE, UN OPERAIO alcuni brani raccolti dai bambini delle medie che hanno fatto un giro nella città. Ma è stata la testimonianza del Prof. Lucidi quella che più ha attirato l’attenzione che avrebbe dovuto raccontare Virgilio Pizzuti, assente, dopo aver ricordato che Don Umberto si era battuto fino alla morte per far realizzare la galleria e Villa Boccolini luogo dove ancora oggi vi sono le suore che hanno portato la scuola primaria in città. Il prof Lucidi, inoltre, ha ricordato un episodio accaduto durante l’ultima guerra mondiale quando ad Olevano Romano si era sparsa la voce che a Roma era stato arrestato dai tedeschi Don Ambleto Micocci lui scrisse una lettera a firma di Kappler, rischiando anche la sua vita, andò a Roma e fece liberare il sacerdote.

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L’On. Sartori, ex sindaco, ha spiegato che : "il suo intuito è stato quello di aver voluto questo liceo che ha trasformato la città e che oggi ha la centralità degli studi del comprensorio” . L’ex sindaco Avv. Marco Mampieri lo ha definito “ Un uomo che ha saputo vedere lontano” l’attuale sindaco Quaresima, che ha ribadito il cambiamento della città si è detto orgoglioso di partecipare a questa cerimonia d’intitolazione dell’Aula Magna a Don Umberto che è stato la “vera anima nera" della città di Olevano Romano nel dopoguerra, portando un profondo cambiamento. Infine, il Vescovo di Palestrina Domenico Sigalini ha ribadito: “E’ stato un prete vero perché ha avuto un’intuizione per cambiare le generazioni del futuro. Noi Eravamo occupati, siamo stati liberati", ha chiosato il Vescovo prima di impartire la benedizione a tutti. Uno dei nipoti, che vive a Roma ha ringraziato tutti per questa bella iniziativa ed ha invitato “gli amici del Liceo” a farsi carico di raccogliere ancora i ricordi per una nuova e più completa pubblicazione su Don Umberto.

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