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Giovedì, 18 Aprile 2024
Il dramma / San Giorgio a Liri

Il carabiniere omicida chiede perdono dal carcere, da anni era in cura per una depressione

L'assassino di Giovanni Fidaleo, il direttore d'albergo di 67 anni residente a San Giorgio a Liri ed ucciso a Suio Terme, avrebbe agito senza una logica

È stata fissata per oggi, presso l’obitorio del ‘Santa Scolastica’ di Cassino, l'autopsia sulla salma di Giovanni Fidaleo, il direttore d'albergo di San Giorgio a Liri (Frosinone), ucciso con 4 colpi di pistola, sparati dall'appuntato dei carabinieri Giuseppe Molinaro, martedì 7 marzo.  

Il militare, che da anni era in cura per una depressione, è arrivato nell’albergo di Suio Terme dove Fidaleo, 67enne lavorava da oltre 40 anni ed ha sparato sette colpi di pistola: quattro hanno colpito a morte l'uomo e tre centrato all’addome, ferendola gravemente, Miriam Mignano, guardia giurata di 39 anni.  

Dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, Molinaro chiede perdono e affida il suo pentimento a una nota diramata dagli avvocati Giampiero Guarriello e Paolo Maria Di Napoli. “Ancora sotto shock, è addolorato, sconvolto e profondamente pentito dell’azione commessa e chiede di essere perdonato per quanto compiuto, attendendo l’occasione per poter manifestare anche personalmente ai familiari delle vittime la propria sofferenza per l’azione realizzata.

I familiari di Molinaro, la moglie Giuseppina e i figli Christian e Immacolata, seppur distrutti nel profondo e sconvolti dall’accaduto – di certo non può essere ignorato che anch’essi sono vittime innocenti del gesto di Giuseppe – intendono manifestare la massima solidarietà e vicinanza al dolore dei familiari del signor Fidaleo e della signora Mignano, per la quale pregano affinché si riprenda al più presto. Quanto accaduto ha disorientato tutte le persone che conoscono Giuseppe, carabiniere esemplare e uomo sempre pacifico e mai violento dal quale nessuno si sarebbe mai aspettato un gesto cosi estremo e drammatico nelle conseguenze, portando alla luce un rilevante disagio che, seppur mai giustificativo di un’azione del genere, purtroppo è in grado di rendere l’uomo vulnerabile e involontariamente distruttivo per gli altri e per sé stesso”.
 

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