Omicidio Gabriel, Donatella Di Bona chiede di parlare con il magistrato. Nuovi colpi di scena

La madre del piccolo di due anni assassinato a Piedimonte San Germano è stata interrogata ieri nel carcere femminile di Rebibbia.

È stata interrogata per ore nel carcere femminile di Rebibbia dov'è rinchiusa dallo scorso 18 aprile. Donatella Di Bona, la madre di Gabriel, il bimbo di due anni assassinato lo scorso 17 aprile, ha chiesto di poter parlare con il magistrato della Procura di Cassino, il sostituto procuratore Valentina Masto. Quattro ore di confronto e momenti di tensione e dolore. 

Per il magistrato che sta seguendo la vicenda senza lasciare nulla al caso e per Donatella Di Bona che ha iniziato a prendere consapevolezza della mostruosità della quale potrebbe essersi macchiata. Il condizionale è d'obbligo perché la ventottenne di Piedimonte San Germano, che in primo momento aveva confessato di aver ucciso il figlioletto in un momento di follia, nel corso delle ore ha coinvolto nel terribile fatto anche il compagno e padre del bambino, il disoccupato Nicola Feroleto, anche lui in carcere ma a Cassino. Entrambi devono rispondere di omicidio volontario.

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L'interrogatorio di ieri pomeriggio, avvenuto alla presenza degli avvocati Lorenzo Prospero e Chiara Cucchi, è stato secretato e nulla è trapelato dalla fitta coltre di riserbo investigativo. Unica cosa certa sono le incessanti indagini che la Procura sta portando avanti unitamente ai carabinieri del Reparto Investigativo Provinciale. Troppi tasselli mancano alla composizione definitiva di questo intrigato puzzle. E non è da escludere che qualche importante pezzo possa essere inserito entro breve. Donatella Di Bona e Nicola Feroleto non possono aver agito da soli. Almeno non senza che qualcuno notasse il loro folle atteggiamento. E questo potrebbe essere l'inizio di un'altra assurda storia. 

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