Omicidio Mangiapelo, attesa la sentenza di Cassazione per Marco Di Muro, il fidanzato della 16enne uccisa nel 2012

I giudici della Corte Suprema potrebbero confermare la decisione della Corte d'Appello e il ragazzo potrebbe dover scontare fino a quattordici anni di carcere

Federica Mangiapelo e Marco Di Muro

Omicidio di Federica Mangiapelo, la parola fine sul processo è soltanto questione di ore. In tarda serata i giudici della Cassazione dovranno emettere il verdetto definitivo di condanna (o restituzione degli atti alla Corte d'Appello per un altro eventuale processo) nei confronti a Marco Di Muro, il 21enne di Formello accusato di aver causato la morte della sedicenne originaria di Alatri ma morta annegata nel lago di Bracciano in provincia di Roma.

Dalla riduzione della pena in Appello all'opposizione alla richiesta di archiviazione

Nel processo di Appello l’imputato aveva avuto una riduzione della pena. Quattro anni in meno rispetto al processo di primo grado dove era stato condannato con rito abbreviato a 18 anni di reclusione. La riduzione era stata motivata dall'accoglimento delle attenuanti generiche. Federica Mangiapelo fu trovata morta la mattina successiva alla notte di Halloween, tra il 31 ottobre e il 1 novembre del 2012 da un passante sulla spiaggia del lago di Bracciano, nei pressi di Anguillara Sabazia, località vicino a Roma dove la ragazza risiedeva con i genitori. Inizialmente si pensò ad un decesso per cause naturali. Ma l’opposizione alla richiesta di archiviazione portò ad altre le indagini. Indagini che fecero emergere una sconvolgente verità. La ragazza, secondo quanto emerso dalle perizie effettuate, era deceduta a causa di annegamento. Sotto accusa finì il fidanzato accusato di averle spinto la testa in acqua a seguito di una lite.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Le prove

A trascinare il giovane alla sbarra furono i numerosi elementi raccolti dagli investigatori. Elementi che lo avrebbero inchiodato, compreso il quantitativo di sabbia trovato nelle sue scarpe. La stessa sabbia che si trova sulla spiaggia del lago di Bracciano dove Federica è stata uccisa. Ai carabinieri il giovane ha sempre raccontato di aver lasciato  Federica quella sera lungo la strada: avevano litigato e per questo aveva deciso di tornare a casa a piedi. Uno scenario ed una ricostruzione che, secondo il magistrato e secondo i carabinieri, non corrispondono alla realtà dei fatti.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Cassino, stroncato da un malore a 48 anni, era in quarantena. Resa nota l'identità della vittima

  • Coronavirus, muore il costruttore Gabriele Cellupica: Sora sotto choc

  • Torna la Coop a Frosinone: giovedì 29 ottobre l'inaugurazione

  • Giovane militare ciociaro muore nel sonno, choc in caserma

  • Cassino, positivo al Covid ma lo scoprono dopo morto. Portato via con il montacarichi

  • Picinisco, accoltellato un operaio mentre lavorava nel cantiere per il ripristino della frana

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
FrosinoneToday è in caricamento