Omicidio Mollicone, i cinque depistaggi che hanno 'incastrato' Carmine Belli

Il carrozziere che, in un'intervista a Today.it si definisce 'l'unico str.... di Arce', secondo le attuali indagini, sarebbe stato volutamente scelto da chi, colpevole della morte di Serena, ha compromesso e confuso il vero quadro investigativo

Serena Mollicone

Se Carmine Belli avesse visto una foto recente di Serena Mollicone (come questa che pubblichiamo qui in alto ndr) avrebbe evitato dolore, sofferenza e soprattutto l'infamante arresto con l'accusa di aver assassinato la diciottenne di Arce. Ecco, il primo, incredibile, assurdo depistaggio del quale il carrozziere di Rocca d'Arce resterà vittima, sarà proprio la foto della studentessa liceale. Perché i volantini affissi in tutta la provincia di Frosinone e nelle ore immediate la sparizione di Serena, mostreranno un'immagine della ragazza diversa e soprattutto non recente. Belli, una volta appreso dalla sparizione di una giovane donna e una volta vista la foto del volantino quel giorno di giugno di 17 anni fa, dedusse di aver incontrato Serena e da cittadino onesto decise di informare gli investigatori. Per l'uomo, come lui stesso dichiara, 'sarà l'inizio della fine...'

Atti e foto 'dimenticate'

Non solo aver scambiato una persona per un'altra porterà Belli sulla strada del carcere. Ma anche le dichiarazioni, si scoprirà poi mai rilasciate, della proprietaria del bar 'Le Pocchietelle' situato lungo la Statale Valle del Liri ed a poche centinaia di metri dal luogo dove la diciottenne di Arce viene trovata morta. Per anni si è creduto che la barista avesse riferito ai carabinieri di 'aver visto Carmine Belli con Serena Mollicone nel piazzale antistante il locale'. In realtà la stessa Stefania Bianchi dichiarò sin dai primi interrogatori di non aver visto la giovane scomparsa insieme al carrozziere ma una donna a lei conosciuta e residente a Monte San Giovanni Campano simile per aspetto e abiti a Serena. Qualcuno, volutamente, non prese in considerazione le dichiarazioni della Bianchi e preferì percorrere la strada dell'assurdo.

I tanti interrogatori

Carmine Belli, nei giorni successivi al ritrovamento di Serena Mollicone, verrà interrogato dal maresciallo Mottola ben 18 volte. Nessuno pensò mai, però, di mostrare al carrozziere una fotografia recente della ragazza uccisa. Al carrozziere viene mostrata solo e sempre quella del manifestino dove Serena portava capelli lunghi e ricci ed era più rotonda nei lineamenti del viso. Facendo questo elementare confronto, la vita di Belli sarebbe rimasta quella di sempre e non avrebbe trascorso il resto dei suoi anni a doversi giustificare per una colpa non commessa. Ma chi voleva confondere gli inquirenti e la magistratura ancor prima di Belli, ha provato a gettare 'ombre' sul padre della povera Serena che verrà interrogato per ore. Addirittura prelevato dalla chiesa dove si stavano svolgendo i funerali della ragazza e trattenuto in caserma.

Gli oggetti fantasma

La droga trovata nei cassetti di casa. Il telefono cellulare della ragazzina che scompare e appare. Tutti segni di un chiaro intento di voler confondere le acque di una vicenda che ha dell'incredibile e che ora sembra essere arrivata alle battute finali. Cinque gli indagati, l'ex comandante della stazione dei Carabinieri, la moglie, il figlio - accusati di omicidio volontario ed occulatamento di cadavere - e due carabinieri all'epoca in servizio ad Arce che - ritenuti convolti con posizioni minori compresa l'istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi -, entro breve, potrebberro correre il rischio di finire sotto processo.

La video intervista a Carmine Belli e Maria Tuzi

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