Omicidio Mollicone, Maria Tuzi contro Suprano: "Grazie al coraggio di mio padre sta emergendo la verità. Non provi rimorso?"

La figlia del brigadiere morto suicida lancia strali contro il collega del genitore che, interrogato in Procura a Cassino, si è avvalso della facoltà di non rispondere: viene ritenuto colui che ha smontato la porta contro la quale Serena ha battuto la testa

L'appuntato Francesco Suprano ripreso dalla telecamere di Quarto Grado

Non fa sconti a nessuno Maria Tuzi. La figlia del brigadiere morto suicida non appena appresa la notizia che il collega del padre, l'appuntato dei Carabinieri, Francesco Suprano, si è avvalso della facoltà di non rispondere, è scoppiata a piangere. Non riesce a comprendere il motivo per cui gli ex commilitoni del suo adorato papà non vogliano collaborare alle indagini sull'omicidio di Serena Mollicone. E soprattutto il motivo per cui non vogliano arrivare alla verità, sul motivo per cui Santino Tuzi, nell'aprile del 2008, si è tolto la vita con un colpo di pistola al petto e tre giorni dopo aver riferito agli investigatori in Procura di aver visto la studentessa di Arce entrare nella caserma quel primo giugno del 2001.

La lealtà di un uomo perbene

"Sapete perchè mio padre si è tolto la vita? Per tutelare noi figli. Perchè se fosse stato un malvivente avrebbe taciuto e oggi nessuno mai avrebbe saputo che quella povera ragazza, il primo giugno del 2001 è entrata in caserma senza più uscirne". Maria Tuzi non riesce a comprendere come in molti ancora possano star zitti: "mio padre ha avuto coraggio.Si è liberato la coscienza da un peso che lo opprimeva. Ha avuto il coraggio di prendersi le proprie responsabilità mettendoci la faccia. Avrebbe voluto dire molto di più ma non gli è stato consentito. Perchè se fosse arrivato vivo a quel confronto con Mottola, tutelato dalla magistratura, avrebbe raccontato tutto quello che sapeva e che fino a quel momento non aveva potuto riferire".

La scena muta dell'indagato

L'interrogatorio con conseguente facoltà di non rispondere di Francesco Suprano ha lasciato la famiglia Tuzi senza parole. "Lui a Quarto Grado non doveva parlare delle indagini ma doveva dire che mio padre era un amico leale e un uomo perbene. Solo questo. Invece è scappato. Avrebbe dovuto dire che Santino Tuzi era suo amico, perchè sempre questo ripeteva anche in nostra presenza. Papà era suo amico, lui a questo punto non lo so". Francesco Suprano dovuto raccontare in Procura perchè ha spostato la porta dove probabilmente la povera Serena è stata fatta sbattere, questo si aspettavano gli investigatori e il magistrato ieri mattina. invece ha preferito tacere. "Avrebbe dovuto raccontare anche - conclude Maria Tuzi - perchè mio padre è stato costretto a tacere per sette anni e poi esasperato fino al punto di cercare la morte. Ma per tutto questo e probabilmente tanto altro non prova rimorso alcuno?"

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