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La vicenda / Arce

Omicidio Mollicone, Serena lasciata morire come Marco Vannini. La Procura scova un testimone

Un passaggio del ricorso presentato alla Corte d'Appello paragona quanto accaduto alla diciottenne di Arce con quanto costretto a patire il giovane di Cerveteri deceduto nel 2015 per mano della famiglia della fidanzata

Marco Vannini e Serena Mollicone sono stati accomunati dalla stessa, tragica sorte. Un passaggio questo che viene specificato nel ricorso avverso alla sentenza di assoluzione che la Procura di Cassino (Frosinone) ha presentato alla Corte d'Appello. I firmatari del ricorso, il procuratore capo Luciano d'Emmanuele e il pm Maria Beatrice Siravo sottolineano come i Ciontoli per Vannini anche i Mottola avrebbero lasciato "consapevolmente agonizzare per un certo tempo" la diciottenne e, anziché chiamare i soccorsi, "la loro unica preoccupazione" sarebbe stata quella di "cercare i mezzi per il suo confezionamento". Di più: "Hanno deciso di abbandonarla a se stessa per poi toglierle definitivamente la vita".

Marco Vannini è il giovane di Cerveteri che venne lasciato morire, dopo essere stato centrato da un colpo di pistola sparato dal suocero, Antonio Ciontoll, nel maggio del 2015. Nessuno dei componenti della famiglia Ciontoli, compresa la fidanzata Martina, ha detto la verità su come realmente siano andati i fatti. Anzi hanno tentato di mistificare la realtà fornendo false informazioni ai medici intervenuti sul posto e allertati dopo diverso tempo. Il ragazzo è deceduto poco dopo l'arrivo in ospedale. 

Nel ricorso in Appello - che replica punto per punto alle motivazioni redatte dalla Corte d'Assise di Cassino che il 15 luglio scorso ha assolto per insufficienza di prove Franco Mottola, ex comandante della caserma dei Carabinieri di Arce, il figlio Marco, la moglie Anna Maria ed i due carabinieri Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano - la Procura di Cassino cala 'un asso' e chiama a testimoniare Ramon Iommi, il barbiere di Arce che nel giugno del 2001, pochi giorni prima del funerale di Serena, ha tagliato i capelli di Marco Mottola. Una deposizione questa di Ramon che era stata inserita anche nel processo di primo grado ma che non era stata ritenuta utile dalla Corte d'Assise presieduta dal giudice Massimo Capurso.

La testimonianza di Iommi

Perché la testimonianza di Iommi è tanto importante? Perché l'unico testimone vero del processo, il carrozziere Carmine Belli, ha sempre riferito di aver visto parlare Serena Mollicone, poche ore prima della sua scomparsa, con un giovane biondino e con i capelli lunghi e con meches. Quelle stesse meches che il barbiere Iommi aveva fatto a Marco Mottola nel mese di maggio e che poi taglia nei giorni successivi al ritrovamento del corpo di Serena. Un dettaglio mai emerso e che secondo la Procura inchioda definitivamente il figlio dell'allora comandante dei Carabinieri della Caserma di Arce alle proprie responsabilità.

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