Omicidio Pompili, anticipata a settembre l'udienza preliminare dei tre indagati

Tale decisione è scaturita dal fatto che se l'udienza si fosse celebrata il 25 ottobre sarebbero scaduti i termini di custodia cautelare in carcere per Loide Del Prete e Saad Mohammed Elesh Salem

Anticipata al 5 settembre prossimo l'udienza preliminare a carico dei tre indagati per la morte di Gloria Pompili. Tale decisione è scaturita dal fatto che se l'udienza si fosse celebrata il 25 ottobre prossimo come fissata precedentemente,  sarebbero scaduti i termini di custodia cautelare in carcere, per Loide Del Prete 40 anni e Saad Mohammed Elesh Salem 24 anni, accusati di essere responsabili del decesso della giovane di soli 23 anni. 

Cosa prevede la legge

La legge prevede che dopo un anno di custodia cautelare in carcere se non c’è stato un rinvio a giudizio l’indagato debba tornare in libertà. Alla luce di questa normativa l’avvocato Ceccarelli che rappresenta i genitori ed il fratello della sventurata ragazza ritrovata cadavere la scorsa estate sul ciglio della strada Monti Lepini, aveva  presentato istanza Affinchè venisse valutata l’opportunità di anticipare la data della celebrazione dell’udienza preliminare, con una nuova fissazione della stessa entro il 19.9.2018 onde evitare che venisse dichiarata l’inefficacia della misura di decorrenza dei termini tenuto conto della gravità dei fatti contestati.

La decisione del giudice

Il giudice ha accolto l'istanza ed ha spostato l'udienza che si terrà presso il tribunale di Latina il 5 settembre del 2018. Giorno in cui oltre ai due detenuti dovrà presentarsi in aula anche Hady Saad Mohamed Mohamed Mohamed, il marito egiziano della povera Gloria di 30 anni che sarà rappresentato dall’avvocato Antonio Ceccani del foro di Frosinone. Tutti e tre debbono rispondere di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e di aver causato la morte della ragazza prendendola a bastonate. Gli indagati sono accusati inoltre di aver aggredito fisicamente anche i figlioletti della giovane frusinate di tre e cinque anni che venivano picchiati di frequente. Per costringere la donna a prostituirsi usavano i bambini come arma di ricatto. Una volta addirittura erano stati messi in una cassetta di plastica ed "appesi" alla ringhiera di un balcone.

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