Omicidio Pompili, in aula il racconto degli ultimi mesi di vita di Gloria

Sul banco dei testimoni alcuni assistenti sociali, un maresciallo dei carabinieri che aveva coordinato le indagini e lo pneumologo che aveva esaminato le lesioni sul corpo della povera ragazza

Gloria Pompili

Omicidio Pompili, nelle ore scorse si è tenuta la seconda udienza presso l'aula della Corte di Assise del tribunale di Latina. Gloria Pompili, come si ricorderà venne trovata cadavere nell'agosto  del 2017 lungo la monti Lepini in territorio di Prossedi. La giovane aveva soltanto 23 anni.  Sul banco dei testimoni gli assistenti sociali che hanno seguito i due bambini di Gloria, un maresciallo dei carabinieri e lo pneumologo che aveva esaminato le lesioni sul corpo della povera Gloria. Come si ricorderà  la cugina della ragazza Eloide Del Prete ed il compagno egiziano Saad Mohammed Mohammed Elesh Salem di 24 anni sono finiti in carcere con l'accusa di aver causato la morte di Gloria a colpi di bastone.

Ad inchiodare i due imputati il figlioletto di Gloria di 5 anni

A puntare l'indice sulla coppia proprio il bambino di Gloria di 5 anni che insieme al fratellino di tre anni aveva assistito alla scena di violenza che aveva portato al decesso della madre. Gli assitenti sociali hanno raccontato in aula come attraverso il gioco siano riusciti a far ricordare ai bimbi gli ultimi istanti di vita della mamma. L'avvocato Antonio Ceccani che difende invece il marito della vittima, Hady Sada Mohamed Mohamed di 30 anni imputato di maltrattamenti in famiglia e sfruttamento della prostituzione, ha sostenuto in aula che il suo assistito è sprovvisto di patente e di macchina e che quindi non avrebbe potuto accompagnare la moglie a prostituirsi.

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Gloria vittima di soprusi e violenze  

Il maresciallo che ha coordinato le indagini ha raccontato al giudice di come ogni giorno la ragazza era costretta a prostituirsi nella zona dell'Asse attrezzato a Frosinone o nella città di Nettuno dove i due imputati gestivano un negozio di frutta. La ragazza che veniva ricattata dicendole che se non obbediva avrebbero fatto del male ai bambini, veniva lasciata sulla strada  al mattino e ripresa la sera. E se gli incassi erano stati magri erano botte a non finire. Per quanto riguarda invece la deposizione dello pneumolgo, ha confermato che la morte della ragazza è sopraggiunta a causa dello spappolamento della milza. Prossima udienza il 7 gennaio del 2019 .  I due imputati sono difesi  dagli avvocati Romano e Filippo Misserville

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