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La vicenda / Esperia

Uccise il padre al culmine di un litigio, attesa per la Cassazione

Mario Teoli, giovane di Esperia, in carcere dal 2018 per aver colpito a morte il genitore Antonio, nei processi di primo e secondo grado si è visto infliggere una pena di 15 anni

La Corte di Cassazione dovrà decidere se confermare la pena a 15 anni di carcere inflitta nei processi di primo e secondo grado a Mario Teoli, l'oggi 44enne di Esperia, paese nel sud della provincia di Frosinone, che nel 2018 ha ucciso il padre Antonio al culmine di un litigio. 

Una vicenda dai contorni drammatici quella accaduta in una sera di fine luglio quando i due, che vivevano alla periferia del paese, in un'abitazione fatiscente, per futili motivi iniziano a discutere. Dalle parole ai fatti il passo è stato breve: Mario fuori controllo ha impugnato un coltello ed ha colpito al collo il padre. Un colpo secco che ha provocato una violenta emorragia che ha indotto l'uomo a chiedere immediatamente aiuto all'Ares 118. All'arrivo dei soccorsi per il sessantenne non c'era più nulla da fare.

Mario Teoli è stato quindi arrestato per omicidio preterintenzionale ed dinanzi al Gup del tribunale di Cassino, con richiesta di rito abbreviato, si è visto infliggere 15 anni di reclusione. La pena è stata confermata anche nel processo di secondo grado. Nell'udienza di oggi la Cassazione dovrà decidere se confermare la decisione dei colleghi oppure prenderne un'altra. 

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