Cronaca Paliano

L'inferno in carcere per gli assassini di Willy: sputi, botte e minacce per i fratelli Bianchi

Le intercettazioni mostrano i retroscena della detenzione dei tre aguzzini del cuoco di Paliano all'interno della casa circondariale di Rebibbia. Mario Pincarelli ha confidato al padre di 'essere rassegnato e non mi importa che mi picchiano'. Il chiodo nel tubetto del dentifricio e il topo in cella

Dalle stelle alle stalle. Non è un gioco di parole o tanto meno il titolo di un film. E' invece la spiegazione a quanto sta accadendo nel carcere di Rebibbia dove sono detenuti oramai da un anno i presunti assassini di Willy Monteiro, il ventunenne di Paliano ucciso di botte nel settembre del 2020 a Colleferro. I fratelli Marco e Gabriele Bianchi e il loro presunto complice Mario Pinciarelli, come emerge dalle intercettazioni pubblicate da Repubblica, vivono momenti difficilissimi. Maltrattati e vessati dagli altri detenuti, sono costretti ad una vita solitaria. "Marco sta sempre da solo, si fa i capelli da solo, cucina da solo, lava da solo. Lo chiamano 'infame'. Ci stanno i bravi e ci stanno quelli non bravi, le merde - racconta al fratello Alessandro. Qualcuno gli avrebbe sputato addosso, altri gli avrebbero messo un chiodo dentro il dentifricio, altri ancora gli avrebbe sputato nella pasta".

La spavalderia dei tre sembra essere sparita, dissolta dietro le sbarre di una cella angusta e nella quale passeggiano topi. Sempre secondo il racconto dell'altro fratello Bianchi, gli amici sono tutti spariti mentre la famiglia, per pagare le spese processuali, è stata costretta a vendere tutto, anche le macchine. 

Nei colloqui in carcere parlano anche dell’odio sui social: "A Gabriele - spiega ancora Alessandro – hanno mandato sei milioni di messaggi pieni di insulti, tutte le peggio cose".  A vivere male la vita in carcere è anche Mario Pincarelli che, parlando col padre Stefano, come si evince sempre dalle intercettazioni dice: "Che caz*o mi frega a me che mi picchiano". Il giovane, poco più che ventenne, sarebbe stato spronato dagli altri detenuti a togliersi la vita. 

Le udienze del processo in Corte d'Assise, dopo la pausa estiva, sono riprese presso il tribunale di Frosinone. La scorsa settimana a deporre sono stati gli amici di Willy che hanno raccontato la crudeltà con la quale i quattro giovani di Artena hanno picchiato il povero cuoco che non ha avuto via di scampo. In aula, come sempre, era presente Francesco Belleggia, l'unico componente del quartetto di presunti assassini che è agli arresti domiciliari. Ha fornito agli inquirenti elementi importati che gli hanno garantito il beneficio della detenzione a casa. 

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