Cronaca

Omicidio Willy, si aggrava la posizione dei quattro aggressori con l'omicidio volontario

La Procura di Velletri ha chiesto ed ottenuto una nuova ordinanza cautelare a carico di Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia

L'omicidio di Willy Monteiro, il 20enne di Paliano ucciso di botte a Colleferro, non è scaturito da un pestaggio non premeditato ma da una vera e propria volontà. Per questo motivo la procura di Velletri ha riformulato il capo di imputazione a carico di Marco e Gabriele Bianchi, i due fratelli di Artena arrestati lo scorso settembre a Colleferro, di Mario Pincarelli e Francesco Belleggia (quest'ultimo ai domiciliari da mesi).

Il Gip del tribunale di Velletri ha accolto la richiesta del magistrato Francesco Paoletti ed ha emesso quattro nuove ordinanze di custodia cautelare notificate agli interessati che oggi saranno interrogati.

L'aggravante della crudeltà

Nella misura restrittiva il magistrato ha contestato ai quattro indagati anche l'aggravante della crudeltà. Perché avrebbero continuato ad infierire sul povero Willy, di esile corporatura, anche quando oramai era a terra esanime. 

I primi riscontri dell'autopsia

Il nuovo provvedimento integra e modifica la misura cautelare emessa nel settembre scorso. La nuova ordinanza scaturisce dall'attività compiuta dai carabinieri attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, sommarie informazioni testimoniali e accertamenti vari, che ha permesso di raccogliere nei confronti degli indagati gravi indizi di colpevolezza.

L'intercettazione tra padre e figlio

Nella nuova ordinanza - come riporta l'agenzia ansa - è citata anche una intercettazione del 22 settembre scorso, un colloquio carpito in carcere tra Pincarelli e il padre. "Nella circostanza infatti Pincarelli ammette, o meglio, confessa, di aver colpito il giovane Willy quando questi era già in terra esplicitamente dicendo 'solo ci so, ci so tirato' e poco dopo aggiungendo in maniera ancora più esplicita: 'solo lo so un po' rovinato, gli so tirato quando steva da per terra a chiglio', subito bloccato - scrive il gip - da suo padre che, rendendosi conto di quanto quelle affermazioni potessero compromettere la posizione processuale del figlio, alzando la voce lo invita a tacere".

Tutte le notizie sull'omicidio di Willy Monteiro

"Gli elementi conducono naturalmente a ritenere che i quattro indagati non solo avessero consapevolmente accettato il rischio di uccidere Willy, ma colpendolo ripetutamente, con una violenza del tutto sproporzionata alla volontà di arrecargli delle semplici lesioni, avessero previsto e voluto alternativamente la morte o il grave ferimento della vittima". Lo afferma il gip di Velletri, Giuseppe Boccarrato, nell'ordinanza con cui contesta ai quattro di Colleferro il reato di omicidio volontario per la morte di Willy Duarte Monteiro.

Animati "solo" dalla volontà di dimostrare la forza del loro gruppo

Per il giudice "per la modalità dell'azione, realizzata da più persone coordinate, per la localizzazione e violenza dei colpi, inferti in più parti vitali, per le condizioni in cui versava la vittima, colpita" anche quando "si trovava inerme in terra nella seconda, e per l'esperienza nelle tecniche di combattimento dei fratelli Bianchi e del Belleggia, va senza dubbio esclusa la condizione minima per contestare l'omicidio preterintenzionale". Nell'ordinanza il gip scrive che "gli informatori sentiti nel corso delle indagini hanno confermato che Willy veniva aggredito nonostante fosse del tutto estraneo alla discussione in corso tra Belleggia e gli amici di Zurma, sicchè i quattro indagati nel colpirlo e infierendo con crudeltà su un ragazzo inerme, erano animati semplicemente, dalla volontà di dimostrare la forza del proprio gruppo".

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