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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Palestrina, finalmente si farà giustizia per Stefano Salvatori

Alla fine possiamo finalmente dire che per i familiari dello sfortunato Stefano Salvatori è arrivato il momento di iniziare a vedere una luce in fondo al tunnel che dura da oltre un anno. 12 mesi di calvario umano e giudiziario.

Alla fine possiamo finalmente dire che per i familiari dello sfortunato Stefano Salvatori è arrivato il momento di iniziare a vedere una luce in fondo al tunnel che dura da oltre un anno. 12 mesi di calvario umano e giudiziario.

E si perché il giudice, per la precisione il nuovo procuratore di Tivoli Francesco Menditto, finalmente ha deciso, la notizia è di questi ultimi giorni, di non archiviare il fascicolo con le indagine terminate a metà giugno e di riaprirne un altro per omicidio colposo contro ignoti. La mamma, il papà e le due sorelle non si erano mai date per vinte ed erano ricorse a numerose apparizioni in tv dalla Rai (Chi l’ha visto) fino alle reti Mediaset (Quarto Grado) per far valere le loro ragioni ed alla fine ci sono riuscite. I familiari non avevano mai creduto alla tesi della gara di sputi finita male, alla sfortuna che avrebbe provocato il volo di oltre 5 metri del ragazzo nei centralissimi giardini di Palestrina. “Finalmente, dopo tanto tempo, si è riaccesa in me – ha spiegato la sorella Manila al settimanale Giallo in edicola in questi giorni - la speranza di ottenere giustizia per mio fratello Stefano. Dopo silenzi, rinvii, carte decifrate male, perizie inverosimili e omissioni, nuovo procuratore di Tivoli si è mostrato interessato a rileggere il fascicolo di Stefano, prima di arrivare a qualsiasi conclusione. Stavo per arrendermi. Le indagini erano state chiuse il 18 giugno scorso e, considerato il clima ostile, mi aspettavo una richiesta di archiviazione. Sono certa che invece verranno fuori tutte le incongruenze riscontrate da me e dalla mia famiglia. Non siamo dei pazzi, anzi, siamo certi che il mio adorato fratello non sia precipitato da una balconata dopo una gara di sputi finita in tragedia, ma sia stato spinto giù da qualcuno. Sono anche convinta che molti abbiano assistito alla scena, ma continuano a tacere per paura o per complicità. Una famiglia come la nostra non può accettare di stare in silenzio senza conoscere la verità". Il procuratore Menditto ha detto di conoscere la storia e ora sulla sua scrivania c'è l'intero fascicolo sulla morte di Stefano: le perizie dei consulenti della Procura e quelle di parte, le dichiarazioni contra-stanti dei ragazzi che quella sera erano presenti e che hanno parlato solo in un secondo momento di una gara di sputi e infine il racconto strampalato della fidanzata di Stefano che, durante il primo interrogatorio, lo aveva descritto come amico e non come il suo fidanzato.

Alessandra Francesconi

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