Palestrina, nuove importanti verità sulla morte di Stefano Salvatori dalla trasmissione Quarto Grado

A distanza di quasi un anno esatto da quella tragica notte tra 14 ed il 15 maggio del 2015, i familiari di Stefano Salvatori vanno avanti, indomiti, nella ricerca della verità sulle cause della morte del loro figlio e dopo diverse

Quarto grado fam. Salvatori

A distanza di quasi un anno esatto da quella tragica notte tra 14 ed il 15 maggio del 2015, i familiari di Stefano Salvatori vanno avanti, indomiti, nella ricerca della verità sulle cause della morte del loro figlio e dopo diverse

presenze a “Chi l'ha visto”, venerdì sera sono stati ospiti di Quarto Grado la trasmissione di Rete 4 condotta da Gianluigi Nuzzi. Una puntata molto densa ed interessante dalla quale sono emersi dei nuovi particolari molto importanti sugli attimi successivi al tremendo volo di oltre 5 metri nel centro dei giardini del Principe. Inoltre, la mamma Carmina, presente in studio con la sorella Manila, ha fatto un toccante appello al PM che sta seguendo la vicenda processuale chiedendo di cambiare il capo di imputazione da omicidio “involontario” o generico ad omicidio volontario o colposo ed ha invitato, ancora, una volta a parlare chiunque sappia qualcosa tra tutti i ragazzi presenti in quella tragica notte nei centralissimi giardini nel centro storico di Palestrina. La fantomatica gara di sputi con il passare del tempo va sempre più affievolendosi, tra le cause del volo, in quanto come ha spiegato anche l’ex comandante dei RIS di Parma Gen. Garofalo non ci sono le evidenze scientifiche ed anche sulle dinamiche del volo troppi sono i punti oscuri. Un altro momento molto importante della trasmissione mediaset è stata quella in cui l’inviato a Palestrina ha scovato i due ragazzi che avrebbe visto qualcosa (uno dei quali si agita vistosamente nel video delle telecamere di sorveglianza dei minuti subito successivi alla caduta) e che davanti alle telecamere nascoste, non hanno in nessun modo parlare ed anzi hanno chiamato il carabinieri per difendere la loro privacy. Dei piccoli segnali che vanno nella direzione di rompere quel muro di omertà che circonda questa triste vicenda sin dalla notte del fatidico 14 Maggio. Speriamo veramente che prima o poi la verità su questa vicenda venga fuori, soprattutto, per rispetto del dolore immenso dei familiari.

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