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Palestrina, va con la bimba malata al Pronto soccorso ed è costretto ad attendere ore prima della visita

Era già solo qualche giorno va nel vicino ospedale di Colleferro  e sabato mattina si è ripetuto: bambini malati lasciati ad aspettare per ore e ore in sala d'attesa senza un medico per le visite.

Era già solo qualche giorno va nel vicino ospedale di Colleferro e sabato mattina si è ripetuto: bambini malati lasciati ad aspettare per ore e ore in sala d'attesa senza un medico per le visite.

Dopo l'incubo del 2 febbraio scorso il pronto soccorso sta diventando un vero e proprio scandalo, un tormento per tutti i cittadini. Questa volta a pagarne le spese è una bambina di solo 6 mesi, trasportata dai genitori presso il pronto soccorso di Palestrina, per problemi respiratori.

È mattina, e i genitori che vivono nel comune di Colleferrro, decidono di fare visitare la piccola in ospedale. La struttura più vicina è nel comune di Palestrina e quella con il pronto soccorso pediatrico. In pochi minuti l'intera famiglia è in macchina. Arrivati nel nosocomio, i sanitari non prestano alla piccola le prime cure, ma gli viene consigliato di fare un giro e ritornare perché c'è solo un pediatra e il reparto è bloccato.

Invitati dall'infermiera, i genitori si accomodano in sala d'attesa, dove nel frattempo sopraggiungevano altri malati, tra cui un bambino di solo 20 giorni. Dopo piu' di un'ora d'attesa preoccupato per la salute della figlia il papà cerca di fare pressione, senza nessuna riuscita, se non con frasi poco cordiali da parte dell'operatore. Inevitabile, che i genitori dei bambini ammalati perdano le staffe, cosi da chiamare i Carabinieri, che prontamente si sono recati sul posto occupandosi del caso. Il motivo di tutto questo? Si tratterebbe di un problema organizzativo della Direzione sanitaria, dell'ospedale, che lascia un solo medico pediatra di turno, sia notte o giorno, in un mese, come Febbraio, funestato da epidemie di gastroenteriti, influenza e altri casi più gravi.

Tante sono le domande dei cittadini, dove non ricevono adeguate risposte alla loro domanda di servizi sanitari a causa delle scellerate decisioni assunte dalla politica che in nome del risparmi e/o per ragioni solo politiche,accorpando reparti dall'ospedale di Colleferro a Palestrina hanno determinato uno scompenso. Hanno impoverito Colleferro e le sue efficienti strutture convogliando l'utenza di un ampio territorio su Palestrina il cui ospedale non è' in grado di far fronte a un numero di accessi.

Perché chi decide non si rende conto che non devono essere i cittadini ad adeguarsi alla sanità' ma la sanità' deve essere il più' vicino possibile al cittadino, se è' vero che la salute è' un diritto. Riceviamo e pubblichiamo la lettera: Sono padre di una bambina di 6 mesi, Aurora. Mia figlia da venerdì sera sta male, condizione aggravatasi tra sabato e domenica mattina. Questa mattina con mia moglie decidiamo di chiamare il reparto di Palestrina di pediatria il quale sentiti i sintomi ci invita a recarsi presso il pronto soccorso più vicino. Mia figlia lamenta difficoltà respiratorie, tosse grassa vomito e non riesce ad alimentarsi in quanto tutto ciò che mangia vomita dopo un pò. Arrivo al pronto soccorso di Palestrina alle 10 circa e l'infermiera al triage mi informa che la bambina non può essere visitata in quanto c'è un solo pediatra ed il reparto ha bloccato le visite e mi invita ad andare a fare un giro e ripassare (e certo siamo al centro commerciale). Ribatto che mia figlia sta male, non respira bene, fuori fa freddo e chiedo di poter andare almeno ad aspettare fuori il reparto, cosa che mi viene negata in malo modo dicendomi, testuale "poi si incazzano". In sostanza devo aspettare al pronto soccorso con una bambina di 6 mesi a cui viene da vomitare e con tanti altri malati che sopraggiungeranno nel tempo, chi con febbre alta, chi con polmoniti o malattie contagiose. Dopo più di un'ora di attesa chiedo, gentilmente e con educazione, all'infermiera se può sentire il reparto per sapere più o meno i tempi in modo eventualmente da organizzarmi anche per la pappa della piccola. Risposta "io non chiamo proprio nessuno, se vogliono sono loro che chiamano a me". A questo punto infastidito e preoccupato per mia figlia chiamo i carabinieri i quali intervengono prontamente ma non possono fare altro che chiedere i motivi di questi ritardi. Mi informano che sarò il prossimo ad essere chiamato (questo alle 11,30 circa) e grazie tante visto che ero anche il primo ad essere arrivato. L'infermiera dell'accettazione, una volta andati via, va su tutte le furie dicendo che possiamo chiamare pure l'esercito ma tanto le visite non si fanno lo stesso. Vengo chiamato alle 12,20 circa dopo quasi due ore e mezzo di attesa. Per la cronaca mia figlia ha una bronchiolite, malattia che per un neonato può anche essere grave e ad ogni modo è molto contagiosa verso altri piccoli. Mentre siamo stati in attesa c'erano molti altri bambini, di cui uno di appena 20 giorni che non è stato neanche visitato dal personale del pronto soccorso. Io sono stato fortunato.... almeno hanno provato attraverso un suturometro a vedere la saturazione del sangue di mia figlia salvo poi dichiare che la macchina però non funziona bene... in effetti segnava valori sempre diversi.... una volta 78 una volta 85 e quando segnava 91 l'infermiera ha deciso che ecco.... in quel momento funzionava e quindi la saturazione era buona. Siamo in condizioni davvero pessime, un pronto soccorso dovrebbe garantire interventi celeri, lo dice la parola stessa, almeno nei neonati che hanno esigenze particolari e non possono stare troppe ore a contatto con altri malati. Sono sicuro che non farete niente e mi arriverà la solita risposta che date a tutti, ma io un tentativo devo farlo con tutti. Scriverò alla stampa, al sindaco, alla regione.... spero qualcuno mi ascolti e grazie a voi per aver chiuso il reparto di colle ferro.

Lettera Firmata

Articolo di Katia Piacentini

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