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L'ingresso dell'istituto di reclusione palianese

L'ingresso dell'istituto di reclusione palianese

Paliano, follia nel carcere. Due poliziotte penitenziarie ferite da un detenuto

L'uomo di origine belghe già da qualche giorno, come riporta il sindacato Sappe, aveva posto in essere atti di violenza e di intemperanza

Domenica di alta tensione nei carceri ciociari. A Frosinone come vi abbiamo raccontato nella giornata di ieri un detenuto ha dato fuoco ad un materasso mentre nella casa di reclusione di Paliano, nel nord dela provincia di Frosinone due poliziotte penitenziarie sono rimaste contuse ed un’area del carcere parzialmente devastata dalle intemperie di un detenuto, collaboratore di giustizia belga, che da diverso tempo ha posto in essere atti di violenza e intemperanza in carcere.

La nota dela Sappa

“Siamo davvero alla follia – ha speigato Maurizio Somma, segretario nazionale Sappe del Lazio – nella tarda mattinata, un detenuto collaboratore di giustizia ha posto in essere una aggressione nei confronti di due poliziotte penitenziarie in servizio nel carcere di Paliano. Il detenuto, non contento, ha poi scatenato la sua folle e ingiustificata violenza contro oggetti vari, distruggendo un ufficio, vetri di idranti ed altro ancora. Siamo allo sbando piu’ totale. Paliano e’ un istituto maschile dove la domenica si ritrovano a lavorare 4 donne su 7 posti di servizio. Basta, il personale e’ stufo di tutto cio’ e dell’impunita’ di questo soggetto”.

“Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed e’ quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre – ha sottolineato il segretario del Sappe Donato Capece – quanto accaduto a Paliano evidenzia come le tensioni e le criticita’ nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E rispetto all’ennesima emergenza legata al sovraffollamento e’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del Sappe per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere e’ fortunatamente contenuto e se si riesce a contrastare le intemperanza e le violenze di una parte di popolazione detenuta aggressiva e violenta”. Il Segretario Generale Capece auspica che “il ministero della Giustizia riconosca loro una adeguata ricompensa per le eccellenti capacita’ professionali e umane con le quali hanno gestito il gravissimo evento critico, che avrebbe potuto avere peggiori conseguenze se l’intervento della Polizia Penitenziaria non fosse stato appunto tempestivo”.

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