Giorgio Padovani morì soffocato dal fango. Arriva la richiesta del rinvio giudizio per il tecnico del comune di Paliano

Per la tragica frana del 14 ottobre 2015 in località Sant'Agata, il dipendente comunale dovrà difendersi dall'accusa di omicidio colposo

Per la morte di Giorgio Padovani, il quarantenne di Alatri soffocato dal fango di una frana in una fredda sera di due anni fa il 14 ottobre del 2015, il  tecnico comunale di Paliano di 59 anni dovrà comparire davanti al giudice per le udienze preliminari per l'potesi di reato di omicidio colposo

La tragedia in un attimo

La vicenda che ha coinvolto il tecnico comunale, ed altre 5 persone nelle indagini preliminari, risale all'ottobre del 2015 quando Giorgio Padovani, meccanico dell'Atac, a bordo di una Fiat Punto stava percorrendo insieme a due amici la strada vicinale, in località S.Agata a Paliano (zona San Procolo). Improvvisamente era sopraggiunta una frana con il fango che ha invaso gran parte della carreggiata. Tutti  gli occupanti avevano tentato di salvarsi allontanandosi dalla macchina. Ma Giorgio Padovani, che si trovava proprio al lato della frana, non aveva fatto in tempo a scappare ed era rimasto soffocato a causa del fango che gli aveva coperto il volto impedendogli di respirare (in foto i tragici momenti successivi alla morte). La vittima di questa tragedia, aveva perso la vita in modo assurdo, lasciando nella disperazione la moglie e un bambino ancora piccolo.

L'inchiesta

A seguito di tali fatti era scattata l’inchiesta. Il tecnico comunale, all'epoca dei fatti responsabile dell'ufficio tecnico, finì sul registro degli indagati per negligenza imprudenza ed imperizia perché, si legge nel decreto di citazione: "non impediva la produzione, in conseguenza di rilevantissime precipitazioni meteoriche, di due frane del terreno che delimitava la strada su indicata ….in particolar essendo tenuto alla verifica della sicurezza e transabilità della strada, che era in origine una vecchia mulattiera poi resa carrabile ed allargata, non si accertava che venissero poste in essere le necessarie opere di stabilizzazione per il contenimento del pendio ecc.., il tutto favoriva il formarsi delle frane e il flusso imponente di acqua e fango in corrispondenza della carreggiata stradale".

La causa civile

Ma c'è di più: l'uomo non avrebbe accertato che eventuali interventi di adeguamento imposti dal sindaco ai proprietari degli appezzamenti fiancheggianti la strada fossero stati efficacemente attuati, in modo da garantire la sicurezza della transitabilità. Per la cronaca va detto che la moglie della vittima ha intentato una causa civile nei confronti del Comune di Paliano. L'indagato verrà difeso dagli avvocati Francesco Scalia e Mario Di Sora

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