Dopo il nostro articolo dell'altro giorno, nella mattinata di martedì 8 agosto, finalmente, i tecnici dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Lazio hanno prelevato dei



campioni di terreno in località Marcianello, Cimate e San Procolo per effettuate delle analisi di verifica in merito all'eventuale ricaduta al suolo di agenti inquinanti a fronte dell'incendio che - domenica scorsa - ha colpito la zona industriale "Ponti della Selva" di Paliano, e in particolare il deposito esterno dell'azienda Mive Eco.

«Queste operazioni - ha dichiarato il sindaco Domenico Alfieri - rappresentano un passaggio obbligatorio e un dovere nei confronti dei cittadini e del loro diritto alla salute. In relazione alla modesta quantità di materiale incendiato e alle tempistiche relativamente brevi occorse per lo spegnimento, il rischio sembra molto ridotto. Ciò nonostante è necessario mantenere il giusto rigore nelle attività di controllo e monitoraggio della situazione».

«La combustione di plastica, resine e materiali simili - spiega il consigliere con delega all'Ambiente, Ugo Germanò - produce diossine, policlorobifenili, furani, vale a dire contaminanti che non vengono fissati per inalazione diretta, ma che sono assorbiti dal terreno e resistono per anni nella falde, intaccando le produzioni agricole e tutta la catena alimentare che da queste deriva. Il monitoraggio del suolo appare quindi essenziale per scongiurare ogni rischio futuro. Un ringraziamento all'ARPA per la solerzia dell'intervento».