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Arturo Gnesi-3

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Pastena, la gente si allontana dalla politica perché la politica è lontana dalla gente.

L’esperienza e il significato del lavoro svolto nel nostro comune induce a fare alcune considerazioni sul legame tra la politica e le realtà dei piccoli centri rurali e il peso che gli amministratori locali esercitano sulle scelte che riguardano...

L'esperienza e il significato del lavoro svolto nel nostro comune induce a fare alcune considerazioni sul legame tra la politica e le realtà dei piccoli centri rurali e il peso che gli amministratori locali esercitano sulle scelte che riguardano lo sviluppo del territorio.

Occupazione, sanità, salvaguardia dell'ambiente, difesa del territorio, sicurezza, viabilità, assetto scolastico, tasse e gestione dei servizi, assistenza e tutela della fasce sociali più deboli, sono queste le priorità con le quali ogni giorno ci si confronta con la gente.

Non bastano un twitter o una battuta su facebook, perché il compito dell'amministratore è di incontrare, dialogare e confrontarsi con la gente.

Siamo paradossalmente talmente impegnati nelle vicende quotidiane che non abbiamo il tempo di "fare politica" a differenza di chi pur facendo politica non trova il modo di confrontarsi con la gente.

È proprio da questo strabismo dialettico, da questa divergenza comportamentale che nasce il profondo scollamento tra la politica e l'opinione pubblica e la gente si allontana dalla politica perché la politica è lontana dalla gente.

Noi amministratori locali siamo semplici soldati in trincea e non incidiamo minimamente sulle scelte dei colonnelli della politica, regionale o nazionale e abbiamo un peso specifico che è proporzionale al numero degli abitanti del paese che amministriamo.

Più il paese è piccolo e più gli interlocutori appaiono distratti rinviando al giorno dopo le decisioni che potrebbero essere assunte nell'immediato.

Talvolta siamo merce di scambio, simpatica coreografia, spettatori attenti ma attori inascoltati quando si tratta di risolvere i bisogni della gente e di superare le difficoltà della nostra comunità.

Recriminare legalità e giustizia appare assurdo e anacronistico, impegnarsi per la bonifica del territorio a tutela della salute dei cittadini ad alcuni può sembrare una perdita di tempo, sollecitare le istituzioni a vigilare contro le infiltrazioni mafiose crea imbarazzo e insofferenza.

Nella sanità ci sono numerosi conflitti di interessi, che si consolidano nel tempo e nelle istituzioni si ripetono i casi di corruzione, di collusione e di contiguità con ambienti criminali.

Ma la politica sembra rincorrere altri traguardi, sembra essere un'altra cosa, usa un linguaggio diverso, a tratti estraneo, alla cultura e alla vita di tutti i giorni.

Sembra quasi una strategia quella di ridurre allo stremo i piccoli comuni, costringerli ad un'affannosa rincorsa giornaliera per garantire i servizi e l'assistenza ai più deboli, sembra quasi voluta la precarietà degli amministratori locali che più sono impegnati nelle criticità quotidiane e meno si potranno interessare della politica e delle dinamiche dei partiti.

Se non viene ricucito questo strappo tra la politica e le amministrazioni locali, se non si dà maggior peso e rappresentatività alla periferia, se non si riavvicina la politica alla gente comune sarà sempre più difficile creare una cultura europea della solidarietà, dell'accoglienza della giustizia e della pace.

dott Arturo Gnesi

sindaco di Pastena

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