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Pastena, problema contrattuale con l’Acea

C'è un dibattito aperto da anni sulla qualità del servizio idrico gestito da Acea con l'ipotesi legittima di rescissione contrattuale motivate dai continui disagi arrecati ai nostri cittadini.

C'è un dibattito aperto da anni sulla qualità del servizio idrico gestito da Acea con l'ipotesi legittima di rescissione contrattuale motivate dai continui disagi arrecati ai nostri cittadini.

Argomenti seri ed attuali che porteremo in consiglio comunale per valutare tutti i possibili effetti sia di natura pratica che giuridica e soprattutto per dar voce ai tanti cittadini che hanno subito le inefficienze di un approvvigionamento carente soprattutto per le centinaia di perdite idriche che necessitano di continue riparazioni.

Nulla da dire sulla collaborazione e la disponibilità degli operai che si rendono sempre operativi, soprattutto nel periodo estivo per razionalizzare, talvolta con oggettive difficoltà, la distribuzione dell'acqua.

Le negligenze di Acea sono molte a cominciare da un piano di investimenti quinquennale troppo misero e riduttivo per sperare di migliorare il servizio nei prossimi anni, poi per quanto riguarda il nostro Comune c'è l'assoluta negligenza per la presa in carico di una rete fognaria che da anni è inutilmente pronta senza poter essere utilizzata dai cittadini.

Ci sono gli oneri concessori che devono essere pagati al Comune e poi l'atteggiamento vessatorio per i pagamenti di bollette onerose che hanno creato seri problemi alle famiglie.

A Ceccano c'erano anche le associazioni che da anni si sono schierate a favore di un servizio efficiente trasparente e pubblico oltre ad altri sindaci del comprensorio.

Si sono verificate alcune cose che non mi sono piaciute quale l'enfasi ideologica di alcuni, il tentativo di qualcun'altro di usare il palcoscenico per scrollarsi di dosso ed esorcizzare le proprie e personali vicissitudini giudiziarie e alla fine la mancanza di una benché debole ipotesi di quello che potrebbe accadere se venisse approvata la rescissione contrattuale con Acea.

Doveva essere una riunione tecnica ma alla fine sono stati solo evidenziate le frustrazioni delle amministrazioni, i disagi dei cittadini e il sacrosanto diritto evidenziato dai comitati civici del valore insostituibile dell'acqua per il benessere e la dignità della vita.

C'è ancora da lavorare e noi in consiglio comunale porteremo anche la proposta del movimento 5 stelle che dichiara quale diritto fondamentale per ogni cittadino avere garantita una fornitura minima giornaliera di acqua.

C'è infine una "terza via"che avrei voluto discutere e che prevede in ambito locale una trattativa separata ed autonoma con il gestore Acea che modula le tariffe in base all'effettivo servizio erogato e che risarcirebbe gli utenti in caso di inadempienze o di oggettive problematiche esistenti sul territorio. Il PIL (patto idrico locale) ovvero una convenzione tra il comune e il gestore che nel pieno rispetto delle clausole contrattuali andrebbe a fare un piano particolareggiato sul territorio tenendo in considerazione le esigenze dei cittadini, le caratteristiche geo-morfologiche locali includendo le risorse idriche e la diversificazione della domanda che varia nella stagione estiva per la presenza dei turisti e delle attività commerciali. Di certo occorre migliorare il servizio perché quello attuale non è degno di un paese civile. dott Arturo Gnesi
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