Patrica, Confronto proficuo e costruttivo con il Parco dei Monti Ausoni e lago di Fondi

Dopo aver preso in considerazione il lavoro svolto dal gruppo di progettazione dell’Università di Napoli Federico II coordinato dal prof Luigi Piemontese abbiamo elaborato alcune proposte e correzioni per le aree del parco che interessano il...

Dopo aver preso in considerazione il lavoro svolto dal gruppo di progettazione dell’Università di Napoli Federico II coordinato dal prof Luigi Piemontese abbiamo elaborato alcune proposte e correzioni per le aree del parco che interessano il comune di Pastena.

Le finalità della legge regionale n. 21 del 4 dicembre 2008, con la quale è stato istituito il Parco, sono degne di approvazione perché educano gli amministratori al rispetto del territorio e favoriscono nella società l’uso razionale delle risorse energetiche e dei beni di consumo.

Le tematiche essenziali sono la conservazione e la valorizzazione del territorio e delle risorse naturali, la tutela e il recupero degli habitat naturali, lo sviluppo economico, sociale e culturale delle popolazioni locali e la corretta utilizzazione degli ambienti e dei monumenti naturali anche a fini didattici ed educativi.

La nostra amministrazione non ha mai negato una profonda inclinazione al rispetto del territorio che equivale a tutelare la salute e il benessere dei cittadini.

Abbiamo sempre reclamato un ambiente pulito e sano sia appellandoci al senso civico dei cittadini e con le associazioni locali abbiamo più volte organizzato la pulizia di discariche abusive poste in zone scoscese ed impervie. Non abbiamo mai abbassato la guardia contro l’inquinamento ambientale e proprio il 12 febbraio u.s. nella conferenza dei servizi svolta a Roma abbiamo ottenuto l’inserimento di un terreno inquinato durante la costruzione della Tav Roma-Napoli, nella nuova perimetrazione del SIN “valle del sacco” formulata dal Ministero dell’Ambiente.

In vista dell’approvazione del piano di assetto e del regolamento del Parco dei monti Ausoni abbiamo svolto un paio di riunioni con i cittadini per evitare, come è successo in passato, che l’argomento venisse strumentalizzato per fini elettorali senza conoscerne i contenuti e le diversificazioni territoriali.

Oggi, nel confronto con la commissione del Parco, abbiamo ottenuto degli ottimi risultati perché l’espansione del parco sulla zona montuosa andrà a ricalcare i confini suggeriti dalle associazioni venatorie e nel pieno rispetto dell’azienda faunistica Santa Croce.

Le grotte di Pastena rappresentano uno straordinario strumento di progresso sociale e nonostante il difficile periodo economico che coinvolge l’intero paese e la stessa comunità europea , pur rimanendo SIC ( sito di interesse comunitario) l’area è stata trasformata in zona di promozione economica e quindi con enormi potenzialità di sviluppo delle attività artigianali, turistiche, agrituristiche e ricreative.

Possiamo così rafforzare la ricerca etno-antropologica che in questi anni ha già prodotto risultati lusinghieri infatti sono venuti alla luce vari tipi di semi tostati, monili ornamentali sia in ceramica che in metallo, di una civiltà le cui origini sono riconducibili ad almeno il quarto secolo a.c. . Le relazioni scientifiche scaturite da questi studi sono state illustrate in alcuni congressi internazionali dimostrando che è possibile coniugare la bellezza ambientale con la cultura di un piccolo paese e che la conoscenza scientifica può essere un ottimo traino per l’economia locale. Abbiamo ottenuto anche l’eliminazione dei vincoli e delle restrizioni su Monte Solo che è stato per secoli usato dai nostri antenati per il pascolo, la coltivazione dell’ulivo e per l’approvvigionamento della legna per il fuoco domestico. I cambiamenti profondi della società pastenese, condizionati inizialmente dall’emigrazione, dall’industrializzazione delle zone del Mezzogiorno, dalla progressiva riduzione del numero dei nuclei familiari oltre che da una molteplice diversificazione delle professioni e del grado di istruzione dei nostri cittadini ha prodotto l’abbandono delle campagne .

Questa situazione potrà in parte modificarsi solo facendo ricorso ad una meccanizzazione minima ed essenziale per l’attività agricola e con una manutenzione delle strade esistenti e non limitandone l’uso o invocando unsistema agro-pastorale dell’età della pietra.

Il Parco in questo modo diventa partner di uno sviluppo intelligente ed eco-sostenibile e la nostra amministrazione promuoverà tutte le iniziative capaci di migliorare la qualità della vita del nostro paese.

dott. Arturo Gnesi

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