Assalto ai benzinai, quando un cavatappi diventa una vera e propria arma

Il giudice ha convalidato l'arresto per entrambi, anche se va detto la loro posizione si sarebbe alleggerita in quanto sono state contestate soltanto due rapine

I due malviventi accusati delle rapine ai danni dei benzinai restano in carcere. Ieri mattina all'interno della casa circondariale di via Cerreto dove sono stati accompagnati i giudice ha convalidato l'arresto. Due le rapine che sarebbero state contestate loro. Tra queste quella di Patrica e di Frosinone. Il ceccanese che stava scontando i domiciliari in una casa di accoglienza ad Assisi dovrà rispondere oltre che di rapina anche di evasionei dai domiciliari.

Il cavatappi usato come arma

Per spaventare le vittime i due utilizzavano i cavatappi di ferro. Il benzinaio di viale America Latina a Frosinone avrebbe raccontato agli investigatori che uno dei due lo aveva minacciato puntandogli il cavatappi su un occhio. L'uomo che non aveva opposto resistenza aveva subito dato loro il portafogli pregandoli di potergli restituire i documenti. I rapinatori dopo averlo svuotato glielo avevano riconsegnato.

La collezione di cavatappi

Il trentenne di Lenola che era stato trovato in macchina con ben otto cavatappi si è giustificato dicendo che lui faceva collezione di quegli oggetti e che lavorando nei ristoranti aveva la possibilità di trovarne diversi. Una giustificazione che non ha però convinto il giudice inquirente che ha convalidato l'arresto. Nel collegio difensivo gli avvocati Giuseppe Lo Vecchio e Filippo Misserville. 

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