Il fatto

Picco di suicidi nel frusinate, l'analisi di Roberta Bruzzone: "Sottovalutazione di segnali"

La criminologa interviene dopo gli ultimi fatti: "Massima attenzione ai giovani tra i 13 e 19 anni". Intanto la Regione Lazio taglia i fondi destinati alle cure psichiatriche e al supporto psicologico

Un'analisi chiara che non lascia spazio a dubbi: occorre lavorare sulla psiche dei nostri giovani per cercare di arginare la scia di suicidi. Occorre un lavoro di squadra le Istituzioni e le famiglie. Occorrono più centri ascolto e un servizio di tutela psichiatrica sin dall'età scolare. 

Nove morti nel solo mese di maggio in provincia di Frosinone

La morte di Lorenzo Lazzari, il 22enne che si è tolto a vita dopo il suicidio della fidanzatina di 16 anni, avvenuto lo scorso 4 giugno, non è che l'ultimo di una lunga serie in provincia di Frosinone. Nel solo mese di maggio sono state nove (tra cui un sedicenne e due ventitreenni) che hanno deciso di farla finita.

Sette nel mese di aprile. Li abbiamo contati e raccontati. Una scia di dolore e devastazione familiare che non sembra trovare un punto. Spiega all'Agi la criminologa Roberta Bruzzone: "Purtroppo la problematica di matrice depressiva e ansiosa è esplosa in particolare dei giovani tra i 13 e 19 anni e stiamo assistendo proprio ormai stabilmente da un paio d’anni a un incremento di condotte suicidare proprio in quella fascia

d’età e questa è una problematica certamente che dovuta la sottovalutazione di alcune condizioni che chiaramente sono legate alla salute mentale che probabilmente non vengono intercettati in tempo alla famiglia o sottovalutate e che poi ci sfociano in condotte anti conservative". 

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