Piedimonte, morte Fabrizio Greco: interrogati per ore colleghi e dirigenti FCA

L'autopsia ha confermato la morte per trauma da schiacciamento. Aperta la camera ardente presso l'ospedale 'Santa Scolastica'. Sabato alle 15 nella cattedrale di Pontecorvo saranno celebrati i funerali. Proclamato il lutto cittadino

Fabrizio Greco

Ascoltati per ore. Dal magistrato Valentina Maisto e dai carabinieri del capitano Ivan Mastromanno e del tenente Massimo Di Mario. Colleghi e dirigenti FCA ieri pomeriggio, a Cassino, hanno ricostruito gli istanti precedenti l'infortunio che è costato la vita a Fabrizio Greco, l'operaio pontecorverse di 39 anni deceduto mentre stava lavorando nel reparto Presse dello stabilimento di Piedimonte San Germano. 

L'autopsia

Un pomeriggio difficile sul fronte investigativo e doloroso per i familiari del ragazzo che hanno dovuto apprendere, in via ufficiosa, la causa del decesso: trauma da schiacciamento. Il medico legale incaricato dalla Procura, il dottor Fabio De Giorgio, avrà ora sessanta giorni di tempo per analizzare i reperti e stabilire con certezza cos'abbia ucciso Fabrizio Greco, che lascia moglie, due figlie in tenera età.

La notizia della morte

I funerali

Una volta conclusi tutti gli accertamenti medico-legali il magistrato ha dato il nulla osta per lo svolgimento dei funerali. L'addio a Fabrizio è stato fissato per sabato 5 ottobre alle ore 15 nella cattedrale di San Bartolomeo a Pontecorvo. La camera ardente è stata allestita presso l'obitorio del 'Santa Scolastica' mentre nella comunità fluviale, come deciso dal sindaco Anselmo Rotondo, sabato sarà proclamato il lutto cittadino.

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Le indagini

Cinque gli avvisi di garanzia notificati a coloro che, secondo la magistratura, potrebbero avere eventuali responsabilità nell'infortunio mortale. A finire nel mirino della Procura sono stati il legale rappresentante FCA in Italia, tre dirigenti ed un operaio. Un atto dovuto per fare piena luce sul drammatico incidente. A difendere i cinque indagati sono stati chiamati gli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola e lo studio Anfora di Torino.

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