Omicidio Gabriel, la perizia psichiatrica incastra la madre: capace di intendere e volere

I risultati degli accertamenti sono stati consegnati dal professor Mandarelli, luminare in materia, incaricato dal Gip

Capace di intendere e volere al momento dell'omicidio del suo bambino di appena due anni e mezzo. Donatella Di Bona, la madre del piccolo Gabriel Feroleto, soffocato nell'aprile del 2019 in località Volla a Piedimonte San Germano, era perfettamente consapevole di quanto stava facendo. Questo è lo scioccante risultato degli accertamenti psichiatrici ai quali è stata sottoposta la donna in questi tre mesi. I risultati della perizia sono stati consegnati dal professor Mandarelli, psichiatra di fama, alla segreteria dell'ufficio Gip del tribunale di Cassino. A disporre che la ventinovenne di Piedimonte venisser sottoposta ad una serie di test è stato il Giudice per le Udienze Preliminari, Domenico Di Croce, nell’ambito del processo che si sta svolgendo con il rito abbreviato su richiesta della difesa.

La limitazione

La perizia ha fatto emergere una limitazione di tipo cognitivo tale da non far scemare la sua capacità di intendere e di volere. Un risultato che conferma l'ipotesi di reato per la quale è stata arrestata dai carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Cassino: Omicidio volontario aggravato. Capo di imputazione che condivide con l'ex compagno e padre del bambino, Nicola Feroleto attualmente detenuto nel carcere di Frosinone. A presenziare agli incontri, come perito di parte, c'era il dottor Ferracuti, nominato dagli avvocati della donna, gli avvocati Lorenzo Prospero e Chiara Cucchi. 

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Le udienze

Il processo nei suoi confronti riprenderà il 15 settembre mentre venerdì 11 settembre, nell'aula di Corte d'Assise sel tribunale di Cassino, riprenderà il processo a carico di Nicola Feroleto, padre del bambino (difeso dall'avvocato Luigi D'Anna), anch'esso accusato di omicidio volontario. A testimoniare in aula, davanti alla Corte, presieduta dal magistrato Donatella Perna, ed ai magistrati titolari dell'indagine, Valentina Maisto e Roberto Bulgaini Nomi, saranno i carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Cassino che in meno di 24 ore hanno risolto il caso.

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