Piglio-Anagni, rifiuti e mazzette. Gare vinte grazie a soldi ed auto a noleggio al tecnico comunale

Questo quanto emerge dall’operazione portata avanti dalle indagini dei carabinieri forestali che hanno arrestato tre persone alla primo ore dell'alba e che ha fatto emergere un presunto giro di corruzione

Dalle prime ore del mattino il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone sta eseguendo un'ordinanza di applicazione di 6 misure cautelaci emanata dal Gip presso il Tribunale di Frosinone, su richiesta della Procura della Repubblica di Frosinone, nei confronti di imprenditori e funzionari pubblici.

Le misure consistono in 3 arresti domiciliari nei confronti di un tecnico del Comune di Piglio (FR) e di due imprenditori di Anagni, nonché di 3 misure interdittive del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione nei confronti di altri tre imprenditori: di questi, un imprenditore, residente nella provincia di Frosinone, è destinatario anche deI divieto di dimora nel Comune di Piglio, e gli altri due, residenti a Roma, sono destinatari anche del divieto di dimora nella Provincia di Frosinone.

L'indagine, svolta dal N.I.P,A.A.F, del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone e coordinata dalla Procura di Frosinone, nasce dagli sviluppi dell'inchiesta denominata "Urban Waste'', e riguarda i citati soggetti destinatari delle misure cautelari per i quali si ipotizza il reato di corruzione per due appalti affidati dal Comune di Piglio.

Le gare di appalto truccate

Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in mattinata sono emersi i dettagli ed il modo di agire fraudolento del tecnico comunale e degli imprenditori coinvolti. Gli investigatori, oltre alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno riscontrato le ipotesi delittuose tramite l’esame di una massiccia mole di documenti. La prima gara d’appalto oggetto dell’indagine, per un valore di 467.000 euro, è stata indetta dal Comune di Piglio per l’efficientamento energetico di un edificio scolastico.

Le due società coinvolte e la tangente

I fatti ruotano attorno a due società, una di Roma e l’altra di Anagni, i cui rappresentanti hanno un accordo circa l’affidamento dei lavori oggetto della gara. L’accordo prevede la partecipazione formale alla gara da parte della sola società di Roma che, in caso di aggiudicazione, avrebbe svolto i lavori insieme alla società di Anagni, per la metà del valore dell’opera. In base all’ipotesi investigativa, per vincere la gara ed ottenere l’affidamento, un rappresentante della società di Anagni ha contattato un tecnico comunale di Piglio, Responsabile del procedimento e partecipante alle sedute della commissione di gara, che in cambio di denaro ha favorito la società di Roma, partecipante alla gara.

In particolare i favoritismi si sostanziavano nel suggerimento sulle “migliorative” (ovvero modifiche tecniche “migliori” rispetto a quanto previsto dal bando) da apportare sulla propria offerta in modo tale da poter superare qualitativamente le offerte delle altre imprese partecipanti, ottenendo così un maggior punteggio in sede di valutazione delle offerte ed aggiudicarsi così la gara. In altre parole i punteggi erano assegnati in base sia all’offerta economica che all’offerta tecnica. La società ha presentato un’offerta tecnica con maggior punteggio, grazie anche alle “migliorative” contenute nella stessa, risultando così, all’esito della gara, aggiudicataria dell’appalto.

I lavori di disinfettazione

Altro affidamento oggetto dell’indagine riguarda i lavori di disinfestazione del territorio comunale di Piglio effettuati nell’estate 2018. Il citato tecnico comunale ha affidato direttamente l’appalto alla società di Anagni, in cambio di utilità a suo favore, quali il noleggio di un’autovettura. I lavori sono stati affidati senza un preventivo, un’indagine di mercato e senza neanche una determina di affidamento, ma sono stati eseguiti dalla società e pagati dal Comune di Piglio direttamente con determina di liquidazione.

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