Piglio, getta la droga dal finestrino e quando torna a prenderla trova i carabinieri

Arrestato un 43enne di Anagni che pensava di non essere stato visto quando al posto di blocco si è dato alla fuga

Notte movimentata in quel di Piglio dove i carabinieri hanno arrestato uno spacciatore che è caduto nella trappola che i militari gli hanno teso. L’uomo, L. T. 43enne di Anagni con diversi precedenti penali, durante un controllo dei componenti del Norm della compagnia della città dei Papi ha gettato dal finestrino, sperando di non essere visto, un borsello pieno di droga e si è dado alla fuga.

La trappola

Gli esperti carabinieri sapevano che l’uomo sarebbe tornato a riprendere il sacchetto che conteneva 9 involucri con la cocaina per un peso complessivo di 3, 20 grammi. In effetti qualche ora dopo l’uomo è tornato sul luogo del misfatto ma ha trovato i carabinieri ad attenderlo che nel frattempo si erano nascosti per non farsi vedere.

La perquisizione e l’arresto

Successivamente la perquisizione personale ha permesso di rinvenire la somma di euro 185,00, provento di attività delittuosa, mentre nella successiva perquisizione domiciliare è stato rinvenuto materiale atto al confezionamento. Il tutto è sottoposto a sequestro. L’arrestato è stato, quindi, portato presso propria abitazione al regime degli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.

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Il secondo arresto

Sempre a Piglio, i Carabinieri della locale Stazione, in precedenza avevano tratto in arresto in arresto W.L. 49enne del posto, in esecuzione di specifico Ordine di Carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Roma. I militari della Stazione avevano segnalato all’Autorità Giudiziaria diverse violazioni commesse dal 49enne durante il periodo degli arresti domiciliari cui era sottoposto per i reati di tentata estorsione, violazione di domicilio, minacce e danneggiamento. Nella giornata di ieri la Corte d’Appello di Roma, a seguito di detta segnalazione dei Carabinieri, revocavano detto beneficio ripristinando la custodia cautelare in carcere. L’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Frosinone.

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