Piglio, il Santuario della Madonna del Monte nel più completo degrado con le pareti sott’acqua

Un nuovo grido d’allarme per il Santuario della Madonna del Monte è stato lanciato tramite stampa da Giorgio Alessandro Pacetti ex Ispettore della Soprintendenza dei beni monumentali del Lazio al  sindaco del Comune di Piglio avv. Mario Felli  e...

Piglio madonna del Monte

Un nuovo grido d’allarme per il Santuario della Madonna del Monte è stato lanciato tramite stampa da Giorgio Alessandro Pacetti ex Ispettore della Soprintendenza dei beni monumentali del Lazio al sindaco del Comune di Piglio avv. Mario Felli e al parroco don Gianni Macali gestore in comodato d’uso dell’immobile.

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Da un sopralluogo eseguito dal sottoscritto Domenica 25 Giugno u.s. il Santuario si presenta con le pareti interne perimetrali danneggiate dall’umidità proveniente dal terrapieno confinante al sacro edificio mentre le acque piovane provenienti dal tetto hanno interessato le suppellettili materassi, rivestimenti delle pareti interne in legno ed altro. L’intero edificio avrebbe bisogno di uno straordinario intervento di manutenzione al fine di non vanificare le spese finora sostenute. Da queste colonne Pacetti fa appello alla sensibilità della Civica Amministrazione, proprietaria dell’immobile, a voler provvedere affinché siano stanziate le somme necessarie alla manutenzione straordinaria del Santuario, in modo da difendere un patrimonio artistico e monumentale, così prezioso, la cui importanza non è soltanto religiosa ma anche storica e culturale che non deve essere distrutto per l’incuria di tutti.

Pacetti pone anche un quesito a cui sarebbe opportuno rispondere subito:

Quanto tempo bisognerà attendere prima di avviare la manutenzione straordinaria dell’immobile”?

Un po’ di storia:

Il complesso intitolato alla Madonna del Monte, comprendente chiesa ed antico romitorio, era uno dei luoghi più suggestivi dell’intera Ciociaria passaggio intermedio dei pellegrini. Il Santuario domina le zone circostanti: Altipiani di Arcinazzo, Fiuggi, Subiaco, Piglio in una atmosfera di serena ieraticità che rimanda ai tempi del suo splendore.

Le prime notizie di questo complesso si hanno a partire dal XIV sec. . Il documento risale al 1328-1329 e riguarda il pagamento della “decima annuale corrisposta agli esattori della curia romana da “Berardo Tyberii” per l’importo di soldi 5. La notizia è stata pubblicata nel 1946 tra le “Rationes Decimare”… del Battelli dalla Collana “Studi e Testi” della Biblioteca Apostolica Vaticana pag. 62.

Subito dopo la morte dei tre eremiti che si sono succeduti dal 1941 al 1960 nelle persone di Raffaele Mazzucchi, di Nazzareno Germani ed infine di Giuseppe Colavecchi questo ultimo già eremita nel Santuario della Madonna delle Rose, il Santuario aveva perso progressivamente la sua importanza a causa della disaffezione da parte di tutti, si presentava fatiscente con i tetti crollati, con le pareti interne ricoperte da volgari graffiti e la chiesa era stata adibita per molti anni a ricovero animali (capre, maiali, pecore) al punto che l’ex parroco di Piglio don Bruno Durante fu costretto a far murare tutti gli ingressi per impedire così un uso aberrante del sacro edificio. Anche la televisione di stato, grazie all’interessamento del dott. Carlo Picone aveva lanciato il 5 Maggio 1985 alle ore 13,15 su rete due, un appello nella rubrica “C’è da salvare” recepito successivamente dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Monumentali del Lazio e dal Comune di Piglio.

Nel 1987 il Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali con lettera prot. 1360 del 20 Marzo a firma del Soprintendente Reggente Dott. Arch. Gianfranco Ruggeri indirizzata al Sindaco di Piglio e per conoscenza al geom. Giorgio Alessandro Pacetti richiedeva per gli eventuali adempimenti di competenza ai sensi della Legge 1089/39 di voler trasmettere la documentazione storica, fotografica, la mappa catastale e notizie in merito del Santuario della Madonna del Monte.

Il Sindaco del Comune di Piglio con lettera del 16 Aprile 1987 chiedeva al geom. Pacetti tutta la documentazione per evadere quanto richiesto dal Ministero al più breve tempo possibile per iniziare il cammino per il recupero del Santuario della Madonna del Monte.

I lavori di risanamento statico-conservativo del Santuario, progettati e diretti dall’Ing. Roberto Passetti, finanziati con il contributo di 100milioni delle vecchie lire da parte della Regione Lazio, Assessorato Lavori Pubblici, –Legge Regionale del 9 Marzo 1990 n° 27-, appaltati dal Comune di Piglio all’impresa Mario Cera con Concessione edilizia n° 1635/93, hanno avuto inizio nel mese di Luglio del 1996 e terminati nell’anno 2000 con un successivo finanziamento, di 180 milioni delle vecchie lire, stanziato in parte dalla civica amministrazione e dalla Soprintendenza nel 1998.

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Dopo il restauro conservativo il Santuario è stato dato in comodato d’uso alla parrocchia di Santa Maria dalla civica amministrazione.

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