Piglio, in chiesa per parlare di cyberbullismo ai ragazzi delle scuole

Giancarlo Flavi L’oratorio S.Sebastiano di Piglio si è fatto carico, attraverso Anspi, di organizzare un interessante convegno, dove sono state coinvolte le scuole di Piglio, per parlare “ Tutti contro il Cyberbullismo e Bullismo”.

Piglio, in chiesa per parlare di cyberbullismo ai ragazzi delle scuole

Giancarlo Flavi

L’oratorio S.Sebastiano di Piglio si è fatto carico, attraverso Anspi, di organizzare un interessante convegno, dove sono state coinvolte le scuole di Piglio, per parlare “ Tutti contro il Cyberbullismo e Bullismo”.

E’ stata certamente una mattinata diversa per i ragazzi, che pure parecchi di loro qualche giorno prima, erano andati a fare visita alla Caserma dei Carabinieri della Compagnia di Anagni ed è stato lo stesso Cap. Camillo Meo, accompagnato dal Comandante della stazione Serpico, a scuotere con esempi pratici i ragazzi, dopo la presentazione da parte di Primo Ceccaroni per Anspi e del parroco Don Gianni, che ha concesso la Chiesa di santa Maria, e che hanno presentato il convegno, soprattutto le motivazioni per le quali sono stati spinti dopo i due casi che ha visto coinvolta la cittadina. Un ragazzo che vive a Roma, ma di origine pigliese, ha ricordato il Cap. Meo, attraverso facebook ha “agganciato” una ragazza a Roma, poi l’ha portata a Piglio e l’ha violentata, mentre l’altro caso simile, la ragazza è stata “sequestrata” appunto per essere violentata e un momento di distrazione dell’uomo ha permesso alla ragazza di chiamare il 112 e pronto è stato l’intervento dei carabinieri di Piglio. Esempi pratici che hanno letteralmente scosso i ragazzi, che si sono presentati con una serie di lavori esposti nella chiesa di Manta Maria. Ma non sono bastati solamente gli esempi del Capitano Meo, ma anche quanto ha raccontato il Cap. Cecconi della Polizia Locale, il Sindaco di Piglio Avv. Mario Felli, il Sindaco di Acuto, Augusto Agostini il dirigente Scolastico Tommaso Damizia, tutti hanno parlato di scoprire, o meglio riscoprire il valore della solidarietà e di essere amici di persona, perché Facebook o altri media sono mezzi interessanti, ma non adatti a ragazzi, i quali devono consentire ai genitori l’accesso al loro profilo, per avere meglio una discussione con i propri figli. Insomma, non bisogna lasciare soli i ragazzi con questi potenti mezzi di comunicazione ed è bene il rispetto delle regole per tutti.

Comunque la scuola pigliese si è presentata, con una serie di lavori esposti nei corridoi, perché voleva essere appunto preparata sull’argomento.

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