Piglio, prima volta storica: si vendemmia già a fine settembre

L'uva cesanese produrrà ottimo vino. La passerina del frusinate non ha risentito della siccità

Non si era mai verificato prima, che la vendemmia anticipasse la Sagra dell’Uva ad inizio ottobre. Quest’anno è accaduto per la siccità, che ha fatto maturare prima le uve  Cesanese e quindi la vendemmia si è dovuta giocoforza anticipare. Così la 44 Sagra dell’uva a Piglio ha visto una grande affluenza di pubblico da tutte le parti del Lazio e dalla Ciociaria, superando  le più ottimistiche previsioni.

Buon lavoro per le cantine

Ottimo, anche lo sfruttamento dei “ristoranti-casarecci” nel piazzale delle scuole che hanno lavorato a spron battuto per tutte e tre le sere, ci dicono, grazie al flusso di gitanti giornalieri. Ammirevole è stato l’attiva disponibilità di tutti coloro che erano preposti al buon andamento della festa a cominciare dal sindaco avv. Mario Felli e da tutti gli assessori componenti la giunta i quali hanno fatto gli onori di casa, dai servizi di vario genere offerti dall’ordine pubblico e dal Pronto Soccorso.

Apprezzamento per il castello baronale

I numerosi turisti nelle tre giornate dedicate alla sagra dell’uva, giunta alla 44ma edizione, hanno visitato il centro storico, il Castello baronale, le bellezze artistiche, che hanno contribuito a fare di Piglio un importante polo turistico del Frusinate. Non è mancato l’apprezzamento del  famoso  vino “Cesanese” da parte degli intenditori assistiti dai “sommellier”.

Non è mancato il folclore

Anche i politici accorsi hanno potuto gustare le prelibatezze culinarie offerte dagli stands gastronomici ubicati in zone confortevoli lontane dal traffico di auto e di pedoni in cui poter gustare i prodotti locali, conditi da canti e  balli. Non sono mancati i gruppi folk che hanno allietato le tre serate.

L'uva rossa ha sofferto la siccità

Quest’anno a soffrire di più è stata l’uva rossa con la quale si ottieme il rinomato “cesanese” famoso in tutto il Mondo. Comunque il poco vino prodotto è di ottima qualità dicono i produttori locali.

Vino Passerina eccezionale

Notizie più confortevoli vengono dall’uva bianca che, per la sua natura, ha sofferto di meno della notevole siccità. Questo significa che la famosa “Passerina” seguiterà a tenere alto il nome di Piglio e della Ciociaria accompagnando i più raffinati  piatti specialmente di pesce sia nelle case  e sia nei ristoranti.

Nuovi agricoltori

Ma non finisce qui! C’è ancora un risvolto positivo: ci risulta che un consistente numero di giovani viticoltori locali abbiano già acquistato e continuano ad acquistare i terreni abbandonati non per insediamenti industriali ma per ricostruire un patrimonio vinicolo che altrimenti andrebbe perduto.  

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