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Martedì, 23 Aprile 2024
La tragedia / Castrocielo

Uccisi dalla caduta di un pino, in sei finiscono sotto processo

Il Gup del tribunale di Cassino ha disposto il rinvio a giudizio anche per l'ex sindaco di Castrocielo, Filippo Materiale. La tragedia nell'ottobre del 2018 provocò la morte di Rudy Colantonio ed Antonio Russo di Arce

Tutti rinviati a giudizio per 'omicidio colposo': la tragedia del 'pino killer' che nell'ottobre del 2018 provocò la morte di due giovani, e finita con l'apertura di un processo. Sei le persone che dovranno presentarsi dinanzi al collegio penale del tribunale di Cassino. Lo ha deciso il Gup, Domenico Di Croce, che ha disposto il rinvio a giudizio per l'ex sindaco di Castrocielo, Filippo Materiale, un ex dipendente comunale, due cittadini proprietari del terreno dove insorgeva il pino caduto e due rappresentanti dell'Astral, la società regionale che si occupa della manutenzione delle strade. 

Il dramma  è avvenuto nel primo pomeriggio del 29 ottobre 2018 quando le due vittime si trovavano a bordo di una Smart, al Km 124 della SR 6 “Casilina” nel territorio del Comune di Castrocielo. Rudy Colantonio e Antonio Russo persero la vita a causa del cedimento di un albero che si schiantò sulla loro Smart.

Le complesse indagini, affidate al N.I.P.A.A.F. di Frosinone, hanno accertato che l’albero (un Pinus pinea, cosiddetto Pino domestico) era effetto da gravi ed evidenti difetti morfostrutturali, consistenti in radici strozzanti sull’intera circonferenza del fusto e dal deterioramento del legno sul 34% della sezione trasversale dello stesso. Per tali motivi, l’albero avrebbe dovuto essere abbattuto con urgenza.

Di fatto però, pur conoscendo il cattivo stato in cui versava l’albero, sia i responsabili dell’ente comunale, sia i rappresentanti della società che aveva in gestione le strade regionali, nonché della società alla quale era stato appaltato il servizio di vigilanza e pronto intervento sulla rete viaria non si sono mai adoperati per evitare il pericolo per l’incolumità pubblica derivante da un suo eventuale cedimento.

In particolare i militari hanno verificato, dall’analisi della documentazione acquisita e dalle testimoniante di persone informate sui fatti, che i rappresentati comunali, conoscendo lo stato di pericolo non solo dell’albero caduto, ma anche di altri presenti sul tratto viario, lo segnalavano alla società, senza mai risolvere direttamente il problema, pur essendo obbligati a farlo.

Dal canto suo la società di gestione alla quale il pericolo era stato segnalato, non interveniva sulla pianta per eliminare tale pericolo. Dalla documentazione, inoltre, non sono emersi interventi puntuali da parte della società deputata al servizio di sorveglianza e di pronto intervento stradale. Tali omissioni non hanno consentito di evitare che il cedimento dell’albero sull’autovettura che trasportava Rudy Colantonio e Antonio Russo ne provocasse la morte. Il sindaco Filippo Materiale è difeso dall'avvocato Gianrico Ranaldi mentre i titolari della ditta esterna dall'avvocato Sandro Salera. Nel collegio difesivo anche l'avvocato Gabriele Picano. 

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