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Porto di Fiumicino, in 15 verso processo fra cui l'ex sindaco. 550 milioni di euro il danno erariale

Un vero e proprio "tsunami" che dal porto di Fiumicino giunge fino alla Regione Lazio, al Comune di Fiumicino e a due società a partecipazione pubblica, quello provocato dall'operazione "MAREMOSSO", coordinata alla Procura della Repubblica di...

Un vero e proprio "tsunami" che dal porto di Fiumicino giunge fino alla Regione Lazio, al Comune di Fiumicino e a due società a partecipazione pubblica, quello provocato dall'operazione "MAREMOSSO", coordinata alla Procura della Repubblica di Civitavecchia.

15 avvisi di conclusioni delle indagini, 15 le persone indagate tra cui ex funzionari della Regione Lazio, l'ex Sindaco di Fiumicino, amministratori di società a partecipazione pubblica, per i reati di frode nelle pubbliche forniture, abuso d'ufficio, appropriazione indebita e riciclaggio. Segnalato alla corte dei conti un possibile danno erariale di oltre 550 milioni di euro.

Nel 2012, complesse ed articolate attività investigative eseguite dalla Guardia di Finanza di Roma avevano portato al sequestro dell'intero cantiere del Porto Turistico di Fiumicino, pari a circa 1 milione di metri quadrati, destinato a divenire uno dei più importanti approdi turistici del Mediterraneo (1.500 posti barca).

Nel marzo 2013 si era arrivati all'arresto di F.B.C., imprenditore romano a capo del gruppo "Acqua Marcia", cui apparteneva la società "general contractor" e di un altra persona di sua fiducia.

Le indagini preliminari avevano accertato i reati di frode nelle pubbliche forniture, appropriazione indebita, riciclaggio e trasferimento fraudolento di denaro a terzi, attraverso un articolato meccanismo di subappalti. Ben 35 milioni di euro complessivi erano risultati riciclati, attraverso false fatturazioni, su conti correnti a Lussemburgo, intestati a due società sempre riconducibili all'imprenditore romano.

Questo meccanismo di subappalti aveva consentito di subappaltare i lavori a soli 100 milioni di euro, a fronte del costo ipotizzato per la realizzazione dell'opera di 400 milioni di euro.

A fronte di questo, come è stata rilasciata la concessione demaniale marittima?

Gli investigatori hanno concentrato il resto delle indagini proprio su questa parte burocratica finalizzata alla realizzazione del porto. Ed è qui che sono entrate in gioco le varie Amministrazioni, dal Comune di Fiumicino alla Regione Lazio.

Dalle indagini è emerso che tra il Comune, la Regione e i privati c'era una continua condivisione di documenti, ancor prima che questi fossero formalizzati. Per questo sono indagati, per abuso d'ufficio, l'ex Sindaco di Fiumicino e un ex funzionario regionale.

L'ex Sindaco colpevole di aver predisposto, pur non essendo di sua competenza, il testo della bozza di Accordo di Programma sulla base del quale l'ex funzionario regionale aveva rilasciato, in nome e per conto della Regione Lazio, la concessione demaniale marittima, prolungandone la durata da 50 a 90 anni, procurando un ingiusto vantaggio patrimoniale alla concessionaria ed un enorme danno allo stesso Ente che alla scadenza del termine avrebbe dovuto riacquisirne la disponibilità. Al predetto funzionario è contestato il reato di abuso d'ufficio per non aver istituito la Commissione di Vigilanza e Collaudo.

Per gli stessi motivi sono indagati l'amministratore unico e il presidente del C.d.A e il legale rappresentante della concessionaria.

Per concludere sono stati segnalati alla competente Procura Regionale della Corte dei Conti, possibili danni erariali per oltre 550 milioni di euro.

MR

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