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Poveri e soli scrivono una lettera e vengono 'adottati' dal popolo di Facebook (foto e video)

Marito e moglie, residenti a Cassino e con 3 figli, scacciati mentre vendevano ramoscelli d'ulivo, contattano una giornalista di FrosinoneToday e in poche ore ricevono cibo, vestiti e una lavatrice nuova. Pagate persino le bollette del gas insolute da mesi

Una lettera di sfogo inviata ad una giornalista di Frosinone Today diventa 'virale' e una famiglia in estrema povertà viene 'adottata' dal popolo di Facebook. Una storia da 'Libro cuore' quella che sta accadendo in queste ore nel Frusinate e che evidenzia quanto, un giusto uso dei social, può divenire volato di sostegno e conforto verso chi, a volte, per vergogna e dignità, patisce in silenzio. La vicenda vede come protagonista una donna di 50 anni, che chiameremo Maria, suo marito che chiameremo Antonio ed i loro tre figli, un ragazzo poco più che ventenne e due gemellini di 13. Una storia di disagio e povertà chiusa tra le quattro mura di una casa popolare alla periferia di Cassino, Città della Pace e Città Martire. 

L'atto di disperazione

Una storia che viene portata alla luce quando, sabato sera, Maria e Antonio, disperati e affamati, non sapendo cosa offrire ai figli per cena, decidono di posizionarsi davanti una chiesa della città per vendere dei ramoscelli d'ulivo. La loro presenza, forse perchè facce sconosciute, ha indotto qualcuno che presta volontariato nella chiesa a far allontanare i due poveretti. C'è chi chiama la Polizia. Chi i Vigili Urbani. Maria torna a casa e in un impeto scrive una lettera alla giornalista di Frosinone Today che si occupa del territorio cassinate. "Gentile giornalista, seguo la sua attività e stimo molto il suo modo di lavorare. Di approcciarsi ai meno fortunati. Questa volta sono io a doverle chiedere aiuto. Siamo senza gas da mesi, i miei bambini sono senza scarpe e stasera avranno come cena latte e fette biscottate. Mio marito non trova un lavoro dopo aver perso il suo come muratore. Stesso discorso per me. Per questo motiivo abbiamo provato a vendere ramoscelli di ulivo davanti una chiesa. Siamo stati cacciati come due balordi, due delinquenti dai vigili urbani. Donne che si sono qualificate come 'dame della Carità' ci hanno detto di andar via. Hanno chiamato persino la polizia. Mi domando e le domando, esiste ancora la carità cristiana? Esiste ancora l'essere umano generoso verso il prossimo. Mi creda, se siamo arrivati a metterci davanti una chiesa per poter raccimolare qualche euro è perchè siamo disperati. Vi prego di aiutarci e le chiedo scusa per il disturbo". 

La mobilitazione dei social

In pochi minuti la lettera è diventata oggetto di un post e pur tutelando la privacy della donna, è stata pubblicata su Facebook. In meno di ventiquattro ore la famiglia di Maria ha ricevuto cibo, scarpe, vestiario e persino una lavatrice consegnata da un centro commerciale. Un imprenditore si è offerto di pagare le bollette del gas. I cinque poveretti da mesi, infatti, sono al freddo e dal gelo. Inoltre la grande macchina della solidarietà ha coinvolto anche le Istituzioni: Maria è stata contattata dall'assessorato ai Servizi Sociali del Comune e dalla Caritas.

I ringraziamenti

"Un disagio che viviamo da tempo e da quando, cioè, mio marito muratore specializzato, ha perso il lavoro. Abbiamo continuato a vivere con il mio piccolo stipendio da badante ma poi quando la persona che stavo accudendo non ha avuto più necessità, è arrivata la disperazione. Per venticinque euro lavoravo anche 14 ore al giorno ma non mi importava perchè avevo bisogno di quel danaro. Sabato la fame ci ha portato alla decisione di provare a raccimolare qualche euro con la vendita dei ramoscelli di ulivo davanti la Chiesa. Ci hanno trattato male. Io che sono profondamente credente, nonostante tutto, sono poi entrata all'interno a pregare ed a chiedere al Signore di farmi luce. Poi ho inviato quella lettera alla giornalista ed il Signore evidentemente ha sentito le mie parole. Non so come ringraziarLa. Non sono come ringraziarVi tutti. Una Pasqua che sarà diversa dal Natale che abbiamo trascorso. Un ringraziamento di cuore inoltre lo debbo fare alla signora Gemma Gemmiti. Lei sa. Grazie".

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