Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca Atina

Presentato da Poste Italiane il piano di recapito a giorni alterni per la zona di Atina

Angelini (Uil Poste) e Saccone (Slc-Cgil) bocciano il nuovo modello operativo

Poste italiane ha presentato il progetto di recapito a giorni alterni per la zona di Atina e per quelle di Tarquinia e Grotte di Castro nel viterbese. La partenza del nuovo modello operativo per Atina è prevista per l’inizio del 2018 mentre a Tarquinia partirà il prossimo 4 Dicembre.

Nuovo modello operativo

 “Il nuovo modello operativo – sottolineano Stefano Angelini (Segretario generale Uil Poste Roma e Lazio) e Riccardo Saccone Segretario generale Slc-Cgil Roma e Laziocomporterà una rivisitazione delle attuali zone di recapito con una riduzione del personale. Una volta partito il progetto, ci saranno ripercussioni sia sui lavoratori che sulla popolazione interessata”. Gli atinati, così come i viterbesi, vedranno diminuire notevolmente la qualità del servizio perché non saranno più previste linee di consegna giornaliere per la stampa e per i prodotti da consegnare in giornata.

"Così cittadinanza di serie A e serie B"

Con l’implementazione di questo modello, nel Lazio come nel resto del Paese, si va sempre più delineando una cittadinanza di serie A e una di serie B. Questo – ribadiscono Angelini e Sacconenon può che aggravare ulteriormente la situazione del recapito, appesantendo ulteriormente la forbice con gli altri segmenti aziendali e compromettere il mandato sul servizio universale che deve assicurare la nostra azienda. Bisogna avere il coraggio di riconoscere quando un modello non funziona e, ad avviso non solo nostro ma anche delle migliaia di cittadine e cittadini e di sindaci che quotidianamente ne subiscono le conseguenze, questo non funziona".

Il settore recapito non va bene

"Non va bene per il settore del recapito, che avrebbe bisogno di ben altri interventi e non va bene per il Paese, - aggiungono i due sindacalisti - perché una parte di utenza sempre maggiore viene abbandonata a sé stessa e lasciata senza un servizio postale rispettabile, soprattutto in aree doc anche lo sviluppo della rete in fibra è molto a rilento. Non va bene e non ci vuole molto a capire che si sta correndo il rischio di spaccare il Paese a metà. Nei prossimi incontri – concludono i rappresentanti di Uil Poste e Slc Cgil – saremo vigili e attenti sulle ricadute sul servizio e sui lavoratori e ci attiveremo nei territori interessati, insieme alle istituzioni locali e alla cittadinanza, per continuare ad assicurare un servizio di recapito più moderno ed equo nell’interesse di tutte le parti coinvolte”.

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