Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Arce

Processo Mollicone, l'ex fidanzata di Marco Mottola smonta l'alibi

La donna, nel corso della deposizione rilasciata in aula, ha raccontato che il figlio del maresciallo le chiese di confermare alla polizia che la mattina della scomparsa di Serena erano insieme

"Quando Marco venne chiamato dalla Polizia, che stava indagando sulla morte di Serena, rispose che la mattina in cui lei è scomparsa, era insieme a me. Ma io ero a scuola. Mi chiamò per chiedermi di confermare ma quando poi sono stata convocata in Questura a Frosinone per un confronto ho detto la verità: io quella mattina non ero con lui in piazza. Forse ha mentito per nascondere il fatto che fosse con Serena".

L'alibi che Marco Mottola aveva provato a costruirsi la mattina della scomparsa di Serena Mollicone, è stato smontato dalle dichiarazioni dell'ex fidanzata, Laura Ricci che ieri mattina, per oltre un'ora, ha risposto alle domande della Corte d'Assise di Cassino. Volto provato, la voce incrinata dal pianto e dalla tensione, la donna, all'epoca dei fatti poco più che diciassettenne, ha ripercorso aspetti personali della vicenda e sottolineato il fatto che "Marco prima non mi considerava. Si è accorto di me dopo che Serena è morta. Mi ha conquistata con un mazzo di 50 rose che mi ha inviato nel giorno del mio compleanno, nonostate fossi fidanzata. I fiori erano senza biglietto ma io ho capito che poteva averle inviate lui e l'ho chiamato. Ci siamo messi insieme qualche tempo dopo".

Un percorso a ritroso nel tempo  che ha consentito all'accusa, rappresentanta dai magistrati Maria Beatrice Siravo e Maria Carmen Fusco, di poter incastrate altri importanti tasselli al quadro probatorio. L'udienza è poi proseguita con la deposizione di altri testimoni tra cui Giuseppe D'Ammasso che, durante gli interrogatori a cui è stato sottoposto negli anni passati, aveva riferito di un violento litigio avvenuto tra Marco Mottola e Serena Mollicone qualche giorno prima della sua morte. In aula, davanti alla Corte ed agli imputati, l'uomo è caduto più volte in contraddizione costellando la deposizione di 'non ricordo, forse e mi sembra' che hanno indotto il presidente della Corte d'Assise, il dottor Massimo Capurso a domandare se 'fosse stato avvicinato o intimidito da quacuno'. Il processo invece tornerà in aula il 1° ottobre.

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