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Sabato, 22 Giugno 2024
Il fatto

Omicidio Mollicone, un testimone rompe il silenzio dopo 16 anni

Marco Malnati conferma in aula a Roma di aver raccolto le confidenze di Santino Tuzi: Aveva visto Serena in caserma il 1° giugno

"Santino mi disse che lui aveva visto Serena entrare in caserma e non l'aveva più vista uscire". Così Marco Malnati, davanti alla prima Corte d'Assise d'Appello di Roma, nel processo sull'omicidio di Serena Mollicone, la giovane di Arce uccisa nel 2001. Il testimone è stato chiamato dall'accusa per riferire le confidenze del brigadiere Santino Tuzi, il carabiniere morto suicida nel 2008. Nel processo sono imputati l'ex comandante della caserma di Arce, Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco e due carabinieri.

"Me lo disse tra il 2007 e il 2008 - ha aggiunto - era in un bar, dove andavamo". Alla domanda sul motivo per cui non era stato così preciso in un precedente confronto Malnati, amico e compare di Tuzi ha risposto: "Avevo paura, ma adesso le figlie sono grandi...". "Prima non avevo parlato per paura, ma adesso se mi devono ammazzare lo facessero pure...", ha detto.

Ieri davanti ai giudici, Malnati ha ricordato il giorno del ritrovamento del corpo senza vita dell'amico Santino, l'11 aprile 2008, nei pressi di una diga. Quel giorno, alle telecamere di una tv locale, Malnati gridò "gli hanno tappato la bocca", riferendosi a quello che era successo a Tuzi.

Su invito del procuratore generale e degli avvocati, Malnati ha prima chiarito perché in passato, davanti agli inquirenti, avesse negato che l'amico gli avesse riferito qualcosa rispetto al caso di Serena e poi sottolineato più volte: "Non ho più fiducia nella giustizia e anche se non posso dire di aver ricevuto minacce non mi fido più di nessuno". Il 30 maggio il pm inizierà la requisitoria mentre la sentenza è prevista per i primi giorni del mese di luglio.

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