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Sabato, 21 Maggio 2022
Il fatto / Arce

Processo Mollicone, in aula a ricostruire l'omicidio di Serena il 'gotha' dei cold case

Nell'udienza di venerdì 21 gennaio a testimoniare saranno l'antropologa forense Cristina Cattaneo e l'ingegner Remo Sala. Prevista la presenza dell'ex comandante dei Ris, il generale Garofano e della criminologa Roberta Bruzzone

Il 'gotha' dei Cold Case in Italia sarà presente il 21 gennaio presso il tribunale di Cassino dove si sta celebrando il processo per l'omicidio di Serena Mollicone. Nell'udienza fissata per venerdì, infatti, a deporre come testimoni dei magistrati Maria Beatrice Siravo e Maria Carmen Fusco, saranno il medico legale e antropologa dell'Università Statale di Milano, la professoressa Cristina Cattaneo e Remo Sala, ingegnere, ricercatore del Politecnico di Milano, dipartimento di Meccanica. Entrambi hanno ispezionato la salma di Serena Mollicone riesumata nel 2016 e trasferita presso l'Istituto di Medicina Legale di Milano. Qui è rimasta per oltre un anno e mezzo. 

Tornato al dibattimento è prevista anche la presenza per questa udienza ma non come testimoni (la data della loro deposizione è ancora da fissare), dell'ex comandante del Ris di Parma, il generale Luciano Garofano (che rappresenta Consuelo ed Antonio Mollicone) e della criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone (che rappresenta Armida Mollicone) i due professionisti che intendono quindi ascoltare la ricostruzione medico legale della scienziata che per oltre un anno e mezzo ha ispezionato il cadavere riesumato di Serena Mollicone.

La relazione che nel 2017 la dottoressa Cattaneo ha consegnato alla Procura di Cassino parla di come la studentessa di Arce sarebbe stata aggredita e poi lasciata morire all'interno dell'alloggio in uso alla famiglia Mottola e situato nella caserma dei Carabinieri di Arce. La dottoressa Cattaneo a tal proposito spiega nella sua relazione: "E' ragionevole pensare che prima di essere coperto dal sacchetto di plastica, il volto sia stato esposto per un periodo di tempo perchè le mosche deponessero le uova".

Come ha fatto la dottoressa Cattaneo ad arrivare ad una simle conclusione? Semplicemente analizzando il corpo di Serena e tutto ciò che lo stesso ha conservato, nonostante fossero passati sedici anni. La bella diciottenne prima di essere colpita si è difesa strenuamente. Sono emersi infatti ematomi risalenti a poco prima della morte. E' stata presa a calci, pugni e strattonata e sbattuta con la testa contro la porta dell'alloggio della caserma, come risulta dopo le tante analisi effettuate per accertare la precisa compatibilità. Una violenza infinita e senza un motivo. I colpi sferrati a mani nude sulla porta, secondo la dottoressa Cattaneo appartengono con molta probabilità alle nocche di uno degli indagati della famiglia Morrola. Padre e figlio. L'ex maresciallo dei carabinieri di Arce, Franco Mottola e del suo primogenito Marco.

Un altro aspetto scioccante della perizia, inoltre, viene riservato al momento in cui Serena avrebbe sbattuto con violenza contro la porta. La ragazza ha riportato - oltre a un taglio sulla fronte sinistra - anche un trauma cranio ed uno cervicale con la lesione del padiglione auricolare: "Lesioni contusive al ginocchio, al gluteo, al collo provocati da urti, colpi, afferramenti, cadute" scrive il consulente Cattaneo nella perizia. La parte finale dello scritto viene riservato alle tracce di una miscela trovate sui calzini e sul fuseaux nero indossato dalla ragazza. Una polvere composta da lantanio, cerio e piombo. "Seppure la compresenza di cerio e lantanio può essere prodotta da oggetti correlati alla generazione di scintille, la rilevanza di queste tracce va valutata da parte di esperti del settore". La testimonianza di venerdì servirà a chiarire anche questo. L'ingegnere Sala, invece, dimostrerà come la porta danneggiata possa essere riconducibile ad un colpo provocato dall'urto della testa di Serena Mollicone.

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