Gli intestano una società all'estero e la Procura di Varsavia gli pignora tre case

La storia di un 40enne informatico ciociario ha dell'incredibile. Dopo 15 anni la società di cui era presidente del consiglio di amministrazione va fallita ed iniziano i problemi

Frusinate di 40 anni indagato per bancarotta e riciclaggio. La storia risale quindici anni fa quando l'uomo, allora studente in Economia e Commercio aveva deciso di trasferirsi a Milano per proseguire gli studi alla "Bocconi". Sapeva che uscito da quell'ateneo avrebbe avuto subito buone opportunità di lavoro. E così era stato.

Il primo lavoro

Il quarantenne era stato assunto presso una società di informatica che si occupava di programmi da installare sui computer. Il  titolare di questa società aveva deciso di aprire altri sedi anche all'estero. Dopo la Francia era stata aperta una sede anche in Polonia. E proprio a quel punto al frusinate era stato chiesto se voleva assumere l'incarico di presidente del consiglio di amministrazione.

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Il pignoramento dall'estero

L'uomo al quale era stato assicurato che poteva contare sui vertici dell'azienda, aveva proseguito  nella sua attività di programmatore.  Nei giorni scorsi, però, gli è arrivata una vera e propria doccia fredda. La procura di Varsavia gli ha pignorato la sua casa di Milano ed altri due immobili che possedeva in Toscana. La motivazione? La società per la quale aveva assunto l'incarico di presidente del consiglio di amministrazione è andata fallita. L'uomo si è ritrovato adesso in un mare di debiti senza averne alcuna responsabilità. La sua colpa è stata quella di fidarsi di qualcuno che aveva già deciso come sarebbe andata a finire questa storia. Il frusinate adesso si è rivolto agli avvocati Carlo Mariniello e Stefano Popolla per essere rappresentato nelle opportune sedi.

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