Regione, Abbruzzese (FI): recepito mio emendamento che da possibilita' anche a istituti privati di accedere a percorsi di formazione

E’ stato recepito all’interno del collegato alla Legge di Bilancio un altro mio emendamento, sollecitato peraltro anche da ANINSEI-CONFINDUSTRIA, che da la possibilità da oggi in poi anche agli istituti privati di accedere ai percorsi di...

E’ stato recepito all’interno del collegato alla Legge di Bilancio un altro mio emendamento, sollecitato peraltro anche da ANINSEI-CONFINDUSTRIA, che da la possibilità da oggi in poi anche agli istituti privati di accedere ai percorsi di istruzione e formazione. A settembre si riaprirà il bando per l'accesso degli enti privati ai fondi per i "percorsi neet" della Regione Lazio ”. Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale Riforme Istituzionali.

"Un approfondito esame della questione ha rilevato che detti organismi sono in possesso di tutti i requisiti previsti dal Decreto Interministeriale del 29 Novembre 2007 e, gli stessi uffici regionali, non ritengono che possano sussistere elementi ostativi allo svolgimento dei percorsi da parte di questi ultimi, posto che sia nella normativa statale che in quella regionale, non si rinvengono indicazioni dispositive tese alla loro esclusione.

Anche il Consiglio di Stato, chiamato ad esprimersi nel merito ha inequivocabilmente ribadito: - “Per i fondi alle scuole paritarie gli istituti senza scopo di lucro e quelli con scopo di lucro vanno considerati sullo stesso piano” che ha di fatto ribaltato la prassi escludente praticata dall’Assessorato alla F.P. per effetto di quanto statuito dalla L.R.5/2015, nei confronti degli istituti parificati privati autofinanziati, riconoscendo il loro diritto a concorrere a bandi per l'assegnazione dei finanziamenti pubblici e quindi dei percorsi IESP.

"Con la sentenza 292/2016 appena pubblicata, infatti, la Sesta Sezione del Consiglio di Stato dà definitivamente ragione all' Aninsei e torto al Miur perché riconosce pari dignità e la stessa tipologia di trattamento nell'accesso ai contributi pubblici, e ai relativi sussidi, sia agli Enti No Profit e sia a chi svolge un'attività imprenditoriale. I Supremi Giudici Amministrativi hanno annullato, perché ritenuto illegittimo, l'art. 4 del d.m. n. 46 del 2013 sui criteri di riparto dei fondi, nella parte in cui identifica le scuole paritarie che svolgono il servizio scolastico senza fini di lucro, quali destinatari in via prioritaria rispetto alle altre scuole paritarie, dei fondi pubblici".

"In sintesi", le scuole gestite da enti senza scopo di lucro e gli enti con scopo di lucro sono da equiparare nella concessione di contributi diretti o indiretti, quando richiedono alle famiglie degli studenti i corrispettivi per le prestazioni didattiche svolte. In assenza della condizione, da valutare in termini rigorosamente oggettivi, della gratuità o della quasi gratuità del servizio, il vantaggio selettivo e cioè i contributi e le esenzioni concessi solo ad alcuni Enti operanti nel settore (gli enti senza fini di lucro) costituisce "aiuto di Stato", e si incorre perciò nel divieto e nel regime di illegittimità sancito più volte in sede comunitaria dalla Commissione Europea e, nelle sue pronunce, dalla Corte di Giustizia. Con questo provvedimento, dunque, sarà datta la possibilità agli entri privati di accreditarsi anche per l'obbligo formativo ed accedere così al sistema duale nell'ambito dell'Istruzione e Formazione Profesisonale ”. Ha concluso Abbruzzese.

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