Regione, imprese Abbruzzese (FI): realtà imprenditoriali hanno rapporto pessimo con la pubblica amministrazione

Il 64% delle imprese edili dichiara di avere un rapporto pessimo con la pubblica amministrazione. Il 27% delle imprese edili, secondo alcuni dati della FederLazio sottolinea di avere una relazione con la burocrazia locale molto negativa. Mentre il...

Mario Abbruzzese-6

Il 64% delle imprese edili dichiara di avere un rapporto pessimo con la pubblica amministrazione. Il 27% delle imprese edili, secondo alcuni dati della FederLazio sottolinea di avere una relazione con la burocrazia locale molto negativa. Mentre il 37% dichiara una situazione molto negativa nella capacità della burocrazia di rispondere alle esigenze imprenditoriale. Tali dati seppur riferite ad un singolo settore certificano che la burocrazia sta uccidendo o rendendo in fin di vita le realtà imprenditoriali". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e Presidente della Commissione Speciale Riforme Istituzionali.

"Tre sono i maggiori fattori che incidono negativamente sulle aziende: il “rallentamento e le complicazioni nelle procedure di aggiudicazione di bandi”, la “riduzione dei bandi di gara” e al terzo posto “l’aumento dei vincoli burocratici”. Nella Regione Lazio le cose di certo non vanno di certo meglio. E’ inutile esultare perché il Lazio ha sempre in positivo il saldo relativo alla nascita di nuove imprese, che è comunque un dato che conferma che l’attività imprenditoriale sul territorio è sempre in fermento, se poi più della meta delle start up chiude i battenti nei 5 anni successivi alla nascita perché i profitti, appunto, non decollano. Secondo i dati della CGIA di Mestre su questo fenomeno, in Italia la maglia nera spetta alla Calabria (58,5 per cento di chiusure dopo 5 anni di vita), poi seguono, appunto, il Lazio (58,1 per cento), la Liguria (57,7 per cento) che è l’unica regione del nord nelle prime posizioni di questa graduatoria, la Sicilia (57,2 per cento), la Sardegna (56,4 per cento) e la Campania (56 per cento). Tutto ciò non interessa a Zingaretti che, in una continua passerella, oltre alle chiacchiere, come nel campo della sanità, ancora non riesce a produrre provvedimenti consoni per snellire la macchina amministrativa regionale. Gli imprenditori e questo è un dato certo, perdono quotidianamente più tempo nel districarsi dalle insidie degli uffici regionali che nella loro azienda a pianificare le attività per far aumentare i fatturati. Ci sono migliaia di testimonianza soltanto nel Lazio che fotografano questa realtà anomala". Ha concluso Abbruzzese.

LAZIO, BILANCIO: ABBRUZZESE(FI): ISTITUIRE FONDO PER VITTIME DELLA MALASANITA'

"Ho presentato, insieme agli altri colleghi del gruppo Forza Italia Aurigemma, Palozzi e Simeone un importante emendamento al collegato di bilancio, in discussione in questi giorni aula, per l'istituzione di un Fondo di solidarietà per le vittime della malasanità nel Lazio con risorse pari a 500.000 euro". Lo ha dichiarato Mario abbruzzese, consigliere regionale del Lazio di FI e Presidente della Commissione speciale Riforme Istituzionali.

"In sostanza il provvedimente prevede che la La Regione Lazio, in applicazione delle disposizioni e dei principi contenuti nell'art. 2, comma 2, lett. b) e 1) dello Statuto e nell'art. 32 della Costituzione, fa propria la Carta Europea dei diritti del malato, presentata a Bruxelles il 15 novembre 2002, riconosca che le carenze nelle prestazione dei servizi professionali in ambito medico e sanitario, che cagionino un danno immediato oppure differito nel tempo al soggetto beneficiario della prestazione stessa, costituiscono una violazione ai limiti imposti dal rispetto della persona umana e del diritto alla salute e, al fine di tutelare la dignità e l'integrità fisica e psichica dei malati, promuova iniziative concrete di solidarietà e interviene con azioni efficaci contro ogni forma di carenze nelle prestazioni e di violazione dei diritti espressi nella Carta europea dei diritti del malato.

Il Fondo viene utilizzato per coprire le spese di assistenza legale alle vittime di malasanità, garantendo il diritto al patrocinio legale gratuito e un supporto economico nella fase prodromica all'avvio dell'azione giudiziaria a quanti, indipendentemente dalla capacità reddituale individuale, intendano far valere i propri diritti in sede giurisdizionale.

Inoltre tali risorse possono essere messe a disposizione per coprire le eventuali spese mediche non coperte da esenzione o non garantite dal Sistema Sanitario Nazionale e Regionale, nonché le spese di trasporto e alloggio presso strutture extraregionali, nei casi in cui quelle presenti sul nostro territorio non siano in grado di offrire trattamenti adeguati, per le eventuali cure successive necessarie alle vittime di malasanità e che siano conseguenza diretta della carenza nella prestazione del servizio.

Rientra in dette prestazioni il rimborso delle spese farmaceutiche, nonché delle spese di viaggio e permanenza connesse con quegli interventi di diagnosi, cura e riabilitazione che richiedono specifiche professionalità tecniche ed utilizzo di strutture che non sono tempestivamente ed adeguatamente disponibili nell'ambito del Servizio Sanitario Regionale o Nazionale e richiedenti, pertanto, specifiche professionalità e/o metodiche tecnico-curative ovvero l'uso di apparecchiature ad alto contenuto tecnologico.

Sono considerati vittime della malasanità, ai fini della presente provvedimento coloro che abbiano subito un danno, immediato oppure differito nel tempo, a seguito di carenze nelle prestazione dei servizi professionali in ambito medico e sanitario, nonché i parenti dei suddetti sino al terzo grado.

Spero quindi che questo mio emendamento possa essere accolto e quindi inserito all’interno della legge 381 allo scopo di attivare subito il fondo di solidarietà per i casi di malasanità nel Lazio". Ha concluso Abbruzzese.

MITILICOLTURA, SIMEONE (FI): “PASTICCIACCIO BRUTTO SU IMPIANTO A FONDI. ZINGARETTI ANNULLI L’AUTORIZZAZIONE”

“Realizzazione dell’impianto di mitilicoltura a Fondi e Sperlonga, ennesimo atto incongruente, approssimativo e irrispettoso del territorio e di chi lo rappresenta da parte della Regione Lazio. Questa la sintesi di quanto contenuto nella determinazione con cui la Regione Lazio autorizza la realizzazione di un impianto di mitilicoltura che sorgerà ad una distanza di 2,4 chilometri dalla costa ed andrà ad occupare uno specchio acqueo antistante il litorale di Fondi per un’estensione di 305mila metri quadrati. Un vero e proprio scempio ambientale figlio di un pasticciaccio burocratico. Sostanzialmente il Comune di Fondi si è visto recapitare un impianto di cui non sapeva nulla. L’iter che ha caratterizzato la richiesta di concessione avanzata dalla Mitilfregrea, infatti, presenta diverse anomalie. Per ragioni incomprensibili dagli atti del procedimento, l’iter per la concessione all’impianto, iniziato l’8 ottobre 2014 nei confronti del Comune di Sperlonga, si è concluso con la determinazione di luglio di quest’anno nei confronti del Comune di Fondi. Tutti gli atti che hanno dato avvio al procedimento, dall’istanza alla relazione tecnica e fino alla conferenza dei servizi, hanno come oggetto lo specchio acqueo antistante le coste di Sperlonga e quindi il Comune di Sperlonga. Il Comune di Fondi non è stato messo nella condizione di poter esprimere alcun parere tecnico in merito dal momento che è stato coinvolto nel procedimento solo dopo 3 anni dall'inizio dell’iter ricevendo un invito con allegati i soli documenti presentati dalla Mitilfregrea per uno specchio acqueo ricadente nel Comune di Sperlonga. E per ben tre anni gli uffici competenti si sono riuniti ed interfacciati senza che il Comune di Fondi potesse dire o contraddire alcunché sull’istanza di concessione. Il tutto perpetrando una gravissima violazione ai danni del Comune di Fondi che non è stato messo nelle condizioni di partecipare attivamente al procedimento finalizzato alla richiesta concessione. Su quanto accaduto ho presentato una interrogazione urgente chiedendo al presidente Zingaretti e all’assessore all’agricoltura, caccia e pesca, Hausmann, quali siano le ragioni per cui al procedimento dell’istanza di concessione presentata dalla Mitilfregrea ad ottobre 2014 ha partecipato sempre e solo il Comune di Sperlonga e mai il comune di Fondi. Per quali ragioni la richiesta di parere tecnico sull’istanza della Mitilfregrea di ottobre 2014 è stata formulata, ab origine, al solo Comune di Sperlonga e solo a fine marzo 2017 al Comune di Fondi. Per conoscere il motivo per cui nella determina di autorizzazione all’impianto non si dia atto del parere contrario espresso dal Comune di Sperlonga a marzo 2015. Nonché per quale motivo con l’atto finale di luglio si sia inteso spostare da Sperlonga a Fondi la concessione all’impianto di cui all’istanza della Mitilfregrea. E, soprattutto se non ritengano opportuno, e conforme a legge, viste le incongruenze e le illegittimità che hanno caratterizzato il procedimento, annullare la determinazione che autorizza l’impianto della Mitilfregrea nello specchio acqueo di Fondi. Ci auguriamo che Zingaretti prenda atto del pasticciaccio che hanno creato e dei gravissimi danni sul piano ambientale e turistico che la realizzazione di un impianto di tali dimensioni, a ridosso di una delle spiagge più belle e pregiate della provincia di Latina e del Lazio, potrebbe creare”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

SICCITÀ, MINNUCCI (PD): “RAGGI FA RICORSO PER BLOCCARE ULTIMA ORDINANZA ZINGARETTI: UNA VERGOGNA

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“Questa mattina ho appreso che la Sindaca di Roma, attraverso un ricorso al Tribunale delle Acque, si è appellata contro la seconda e ultima ordinanza emanata dal Presidente Zingaretti attraverso la quale è stato scongiurato il razionamento del servizio idrico a Roma e, di conseguenza, confermato il proseguimento delle captazioni a Bracciano fino al prossimo 31 agosto. Per la Raggi i prelievi non solo non devono essere bloccati a fine mese ma devono perdurare nel tempo e senza regole secondo le esigenze esclusive di Acea. Con quest’ultimo atto la Raggi insulta i nostri territori e calpesta quel punto di complicato compromesso che la Regione Lazio era riuscita a individuare. La Raggi dovrebbe ricordarsi che oltre a essere sindaco di Roma è anche Presidente della Città Metropolitana e, in quanto tale, dovrebbe tutelare anche tutti i cittadini dei 120 comuni dell’ex Provincia di Roma. In questo caso, però, Virginia Raggi non ha svolto né il ruolo da Sindaco né tantomeno quello da Presidente: interessandosi completamente agli interessi di Acea, la Raggi ha dimostrato e sta dimostrando di voler tutelare esclusivamente gli interessi di quella società di cui detiene le quote di maggioranza. Una vergogna inaudita che deve essere denunciata da tutti a partire dalle amministrazioni locali del lago di Bracciano e dalla stessa Regione Lazio che, così come sostenuto in questi giorni, deve provvedere immediatamente all’istallazione di un contatore delle captazioni, in modo da rendere trasparente a tutti l’attività svolta da Acea. Già non ci fidavamo prima, figuriamoci adesso dopo quest’ultimo ricorso presentato dalla pseudo Sindaca di Roma”. Lo ha detto il deputato PD, Emiliano Minnucci, commentando la notizia del ricorso presentato in via cautelare dalla Raggi contro l’ordinanza emanata dalla Regione Lazio lo scorso venerdì.

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