Regione, terremoto, aggiudicata gara per rimozione macerie, entro 20 luglio altre 38 casette consegnate

Nella giornata di ieri è stata aggiudicata una gara per 400 mila euro che permetterà la rimozione delle macerie private e una seconda gara per un importo complessivo di 10 milioni ha avuto il parere dell’Anac e sta per essere pubblicato il bando.

Amatrice resa al suolo

Nella giornata di ieri è stata aggiudicata una gara per 400 mila euro che permetterà la rimozione delle macerie private e una seconda gara per un importo complessivo di 10 milioni ha avuto il parere dell’Anac e sta per essere pubblicato il bando.

"Dopo la chiusura della prima fase in cui sono state rimosse le macerie sull’aree pubbliche per un totale di circa 93 mila tonnellate e con un impiego di 5,4 milioni di euro inizia quindi la seconda fase per la rimozione delle macerie private".

"Mercoledì scorso, intanto, sono state consegnate 30 SAE (Soluzioni Abitative di Emergenza) ad Accumoli centro e altre 22 in altre frazioni che si aggiungono alle 14 consegnate il mese scorso (per un totale di 66 casette). Per il 20 luglio è prevista una ulteriore consegna di 38 Sae, ed entro il 30 luglio saranno consegnate la quasi totalità di Sae ad Accumoli. Sono in fase di chiusura, inoltre, i lavori del centro commerciale, realizzato con la collaborazione di Confcommercio, che ospiterà undici attività commerciali.

Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

RIFIUTI, INCENERITORE DI COLLEFERRO: PRESENTE ALLA MANIFESTAZIONE AL FIANCO DI CITTADINI E SINDACI ATTEGGIAMENTO DEL COMUNE DI ROMA INACCETTABILE E IRRESPINSABILE: RAGIONIAMO SU UN PIANO ALTERNTIVO AL REVAMPING

Oggi sono presente alla marcia che Colleferro ha organizzato per contrastare l'arrivo di rifiuti da Roma. Come promesso, sono al fianco di migliaia di cittadini e di molti amministratori della Valle del Sacco condividendo con loro le stesse preoccupazioni per la salute e l'ambiente.

L’atteggiamento del Comune di Roma e della Sindaca Raggi in queste settimane è stato inaccettabile, con un continuo allontanamento dalle proprie responsabilità. Un giorno dice che non manderà i rifiuti di Roma nei territori, il giorno dopo fa approvare il revamping per far arrivare a Colleferro 220 mila tonnellate di rifiuti, mentre il giorno dopo ancora nel Consiglio della Città metropolitana si smentisce di nuovo. Per di più rifiutando qualsiasi confronto con la Regione, con i sindaci e con le associazioni di cittadini, come dimostra la sua assenza al tavolo regionale di martedì scorso.

Davanti ad una simile superficialità, approssimazione e mancanza di rispetto non possiamo rimanere fermi. Come territorio dobbiamo far valere l’esigenza di costruire dal basso un futuro diverso e sostenibile per la Valle del Sacco. La massiccia mobilitazione di oggi lo dimostra. Non possiamo continuare a pagare l’assenza di programmazione della Capitale. Deve essere chiaro infatti che il revamping dell’inceneritore di Colleferro è ad uso e consumo della città di Roma, visto che l’80% dei rifiuti che tratterebbe arriverebbero dalla Capitale. Il resto del Lazio quindi non ha bisogno dell’inceneritore di Colleferro e può benissimo farne a meno. E’ Roma che deve far sapere se vuole o meno la riaccensione dei forni di Colleferro

Dal canto suo penso che la Regione possa lavorare ad una seconda ipotesi per l'impianto, con la riconversione in attività senza impatti sull’ambiente. In questo caso avremo tutti la responsabilità di tutelare e reimpiegare i circa 390 lavoratori della società 'Lazio Ambiente'. Come dimostrato in altre crisi industriali, su questo la Regione dovrà trovare delle soluzioni efficaci che permettano il riempigo di questo lavoratori, a partire dal loro impiego nel nuovo impianto. Il tema della tutela del lavoro infatti non può mai andare in conflitto con quello della tutela della salute, come troppe volte accaduto.

Così Daniela Bianchi, Consigliera Regionale del Lazio (Gruppo MDP) e componente della Commissione Ambiente alla Pisana presente oggi alla manifestazione "Rifiutiamoli" a Colleferro organizzata da comitati, associazioni e amministrazioni locali contro l'ipotesi dell'arrivo da Roma di rifiuti da bruciare nell'inceneritore di Colleferro

ONU, PETRANGOLINI: “IERI IL NO DEFINITIVO ALLE ARMI NUCLEARI, UN TRAGUARDO STORICO PER LA PACE”

“Ieri è stato un bellissimo giorno per la pace. L’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato il Trattato per il bando definitivo delle armi nucleari e riaffermare il diritto di tutti i popoli della Terra a vivere liberi dalla paura della distruzione nucleare. Un traguardo storico per il quale bisogna dire grazie non soltanto agli Stati che hanno discusso per settimane durante i faticosi negoziati, ma anche alle organizzazioni della società civile che si sono impegnate in questi anni per raggiungere un risultato storico”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio e promotrice di iniziative per il disarmo nucleare nelle istituzioni regionali italiane.

“Il 7 luglio 2017 resterà una data cruciale – spiega Petrangolini – nonostante la grave assenza delle potenze nucleari (Usa, Russia, Francia, Gran Bretagna e Cina, India, Pakistan, Israele e Corea del Nord) e dei paesi della Nato (salvo l’Olanda), compresa l’Italia. Da oggi bisogna assolutamente cogliere questa opportunità di cambiamento e fare in tutti i modi perché il Trattato sia applicato. In questo momento esistono ancora più di 15mila testate nucleari nel mondo. In più, alcuni paesi continuano ad affrontare questo tema con estrema superficialità, se non con esplicite minacce di rafforzare i loro arsenali. In particolare, grande responsabilità hanno in questo momento Stati Uniti d’America e Russia che insieme possiedono più del 90% degli arsenali nucleari mondiali”.

“Il Trattato approvato ieri all’Onu – continua Petrangolini – conferma che l’unica via per la pace è quella di demilitarizzare le relazioni internazionali e di superare il paradigma della deterrenza. Non è vero che si vive più sicuri in un mondo in cui è sempre possibile utilizzare un’arma letale e finale come quella atomica. Proprio per questo chiediamo a tutti i governi, ma in particolare al nostro Governo italiano, di contribuire al massimo per l’attuazione del Trattato e di esercitare le pressioni diplomatiche necessarie al fine di mettere fine al pericolo nucleare”. “Tutte le Istituzioni nazionali, anche a partire dai livelli locali e regionali – prosegue Petrangolini - diano il loro specifico contributo per questo obiettivo storico. Il Consiglio regionale del Lazio, per esempio, ha approvato nell’aprile 2015 una mozione che – nell’ambito della Campagna Senzatomica – chiede esplicitamente la totale abolizione delle armi nucleari. Inoltre, proprio il 9 giugno scorso, grazie all’iniziativa del Consiglio regionale del Lazio, la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative italiane ha approvato un ordine del giorno per impegnare il Governo italiano in questa direzione. D’altra parte dobbiamo ricordare che secondo una ricerca della Fas, la Federation of American Scientists, l'Italia ospita il numero più alto di armi nucleari statunitensi schierate in Europa: 70 ordigni su un totale di 180. E siamo gli unici con due basi atomiche: quella dell'Aeronautica militare di Ghedi (Brescia) e quella statunitense di Aviano (Pordenone)”.

“In occasione di questo traguardo storico – conclude Petrangolini – sono lieta infine di rivolgere un apprezzamento e un ringraziamento alle organizzazioni non governative e ai gruppi di cittadini che sono impegnati per garantire ai popoli di tutto il mondo di vivere in libertà e in sicurezza, senza il rischio di essere coinvolti in un conflitto. Tra gli altri anche Senzatomica che, in rappresentanza di alcune tra le principali campagne italiane per il disarmo, è stata a New York per seguire in diretta questo storico momento”.

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