Rocca d'Arce, ricerca del nuovo farmacista: dalla Regione arriva l'altolà all'avviso del Comune

La direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria invita l'ente comunale a revocare l'avviso onde evitare sanzioni penali, civili ed amministrative. Ecco spiegati i motivi

"Il procedimento adottato dall'Amministrazione comunale di Rocca d'Arce non trova alcun riscontro nella normativa vigente in materia e come tale deve essere immediatamente interrotto, e gli atti che ne deriveranno saranno considerati nulli per incompetenza assoluta ed improduttivi di effetti ex tunc". La Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria della Regione Lazio parla chiaro in merito all'avviso pubblico di selezione del nuovo farmacista, con incarico temporaneo, per il comune di Rocca d'Arce pubblicato lo scorso 7 febbraio con scadenza il 17 febbraio e che aveva fatto storcere il naso ai 3 consiglieri comunali, Antonello Quaglieri, Bernardino Capuano e Mario Lancia, e non solo.

Il requisito nel mirino dei consiglieri

Ad aver creato particolare dissenso è stato un requisito indicato nell'avviso per la ricerca della figura che poco attiene alle capacità professionali, ovvero quello relativo alla disponibilità dei locali: "Chi avrà disponibili quelli già adibiti a farmacia avrà ulteriori 2 punti mentre chi potrà contare su altri locali idonei otterrà 0,5 punti. A parità di tutti gli altri criteri, quindi, il requisito fondamentale sarà di avere in comodato o affitto il locale dove veniva già esercitata l’attività precedente.

La disponibilità dei locali conta più dei titoli accademici

Perché, invece, non selezionare per il nostro paese il farmacista più idoneo tra gli aspiranti valutando (con punteggi differenziati), per esempio, anche i titoli accademici e di studio, il voto di laurea ovviamente premiando i più alti, gli ipotetici master conseguiti, il curriculum professionale e l’esperienza maturata nel settore?". "Estremizzando il concetto - sottolineavano i consiglieri– possiamo affermare che il farmacista, più che individuarlo il Comune, lo determinerà il proprietario dei locali, che dovrà ora scegliere a chi concederli in locazione".

Documenti contra legem

Ebbene in merito si è pronunciata la Regione Lazio che in una lettera inviata al sindaco di Rocca D'Arce e all'ordine dei Farmacisti della provincia di Frosinone mette in chiaro le cose: "I documenti pubblicati all'Albo pretorio dell'ente sono a tutti gli effetti contra legem perché violano le norme di procedure concorsuali (...) Al fine di evitare di incorrere in sanzioni penali, civili ed amministrative, si invita ad adottare immeditamente gli opportuni atti di revoca della delibera di Giunta comunale, della determinazione di approvazione dell'Avviso e dell'Avviso pubblico stesso, anche in considerazione della imminente scadenza (la lettera della Direzione è antecedente ai termini di scadenza fissati per il 17 febbraio ndr)". 

Le indicazioni non seguite

Per la gestione della sede vacante la direzione regionale il 21 novembre 2019 aveva già comunicato che il Comune avrebbe dovuto promuovere il procedimento di selezione del gestore provvisorio mediante l'utiilizzo de residuo e per scorrimento della graduatoria dell'ultimo concorso per l'assegnazione di sedi farmaceutiche vacanti o di nuova istituzione nell'ambito della stessa provincia. Graduatoria inviata tramite Pec ad inizio dicembre. "Alternativamente - si legge nella lettera - è stata suggerita l'istituzione di un dispensario farmaceutico (...) soluzione rigettata perché il dispensario farmaceutico non era deputato dal Comune in parola una "vera farmacia"

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Il parere legale

Nel frattempo la Giunta comunale, su invito dei tre consiglieri, il 13 febbraio aveva deliberato a favore della richiesta di parere legale (ancora non reso noto) in merito all'avviso pubblico e agli atti ad esso collegati.

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