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Roma, 6 arresti tra Lazio e Lombardia e 5 Mln di beni sequestrati a cosca dei Mancuso

L’operazione della Guardia di finanza ha portato questa mattina all’esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di una serie di soggetti legati alla cosca Mancuso della ‘ndrangheta.

L'operazione della Guardia di finanza ha portato questa mattina all'esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di una serie di soggetti legati alla cosca Mancuso della 'ndrangheta.

Diciassette complessivamente gli indagati tra cui il calabrese Vincenzo Maruccio. Il politico originario di Vibo Valentia era stato arrestato a novembre 2012 (e poi scarcerato a gennaio 2013) con l'accusa di essersi intascato 1 milione di euro di fondi destinati al partito.

I finanzieri hanno avviato una ventina di perquisizioni a Roma e nelle province di Bergamo, Catanzaro e Vibo Valentia e non solo. Sono in corso anche sequestri di immobili, società e conti correnti per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro, contestando a 17 indagati i reati di usura, abusiva attività finanziaria, intestazione fittizia di beni e riciclaggio di denaro di provenienza illecita, aggravati dalle modalità mafiose, in quanto legati alla cosca Mancuso di Limbadi. Agli indagati, i finanzieri del Comando di Roma e del Nucleo speciale di polizia valutaria, contestano, a vario titolo, i reati di usura, abusiva attività finanziaria, intestazione fittizia di beni e riciclaggio di denaro di provenienza illecita, aggravati dalle modalità mafiose. Oltre 20 le perquisizioni in corso con sequestri anche in Svizzera e negli Stati Uniti.

Marruccio e lo scandalo dei fondi sottratti alla Regione Lazio - Vincenzo Maruccio, allora promettente giovane cresciuto (politicamente) sotto l'ala protettrice di Antonio Di Pietro, nel 2010 fu rieletto con più di 8mila preferenze nelle file dell'Idv alle regionali del Lazio, il partito di cui diventò capogruppo al posto del senatore Stefano Pedica. Due anni dopo è stato coinvolto nell'inchiesta dei fondi a gruppi in Regione Lazio in particolare sullo scandalo che ha visto coinvolto l'ex capogruppo PDL della Regione Franco Fiorito, arrestato con l'accusa di peculato dopo per essersi intascato oltre 1,3 milioni di euro di fondi "destinati" ai conti del partito che venivano invece sottratti dall'ex capogruppo per i suoi interessi personali.

Lo stesso Marruccio venne arrestato con l'accusa di peculato dopo la presunta sottrazione di circa un milione di euro di fondi regionali destinati al gruppo consiliare dell'Italia dei Valori nel periodo 2010 e 2011. In particolare gli fu contestato "un vorticoso giro di contanti e assegni tra sale giochi, Sale slot, tabaccherie e parenti stretti", come scriveva il gip nell'ordinanza del 2012. E Maruccio si era difeso giustificando quella spropositata cifra di soldi. Aveva infatti dichiarando che "la madre dalla Calabria, gli inviava i soldi tramite autobus e che si trattava solo dei risparmi della nonna e qualche contributo di amici vari". Venne scarcerato a gennaio del 2013 su ordinanza del gip del tribunale di Roma Flavia Costantini.

"Voi lì in Calabria, noi qui a Roma, ma siamo la stessa cosa, tutta una famiglia". Parlava così in una telefonata intercettata Ferruccio Bevilacqua, il 'colletto bianco' della 'Ndrangheta che appare tra le persone arrestate oggi a Roma dalla Guardia di Finanza che ha sequestrato ristoranti, bar e immobili in gran parte a lui riconducibili anche a Miami, negli Usa. Secondo gli investigatori Bevilacqua, colpito da obbligo di dimora a Roma dal 2009, ha replicato nella capitale l'attività di usura e di reinvestimento di capitali illeciti che svolgeva nel Vibonese per il clan Mancuso, senza perdere contatto con la terra d'origine. In particolare avrebbe acquisito locali nella zona di piazza Bologna, vicino al centro di Roma, avvalendosi di prestanome come i figli, altri parenti o i familiari di Vincenzo Maruccio, ex capogruppo Idv alla Regione Lazio, anch'egli originario del Vibonese. Le indagini hanno accertato che il gruppo criminale di Bevilacqua applicava tassi usurari dal 160 al 600%. I clan mafiosi a Roma "non si limitano a investire, immettere denaro di provenienza illecita - dice il procuratore aggiunto della capitale Michele Prestipino -, ma i soggetti diventano operativi in settori criminali" come usura, droga ed estorsioni. L'ex capogruppo Idv è stato coinvolto nell'indagine sull'inchiesta dei fondi a gruppi in Regione Lazio all'epoca delloscandalo Fiorito. Arrestato con l'accusa di peculato, gli è stato contestato "un vorticoso giro di contanti e assegni tra sale giochi, tabaccherie e parenti", come scriveva il gip nell'ordinanza del 2012, "quali la madre che dalla Calabria, a suo dire, gli inviava con l'autobus i risparmi della nonna e amici vari, alcuni calabresi". Il nome di Maruccio era comparso anche nelle intercettazioni tra i protagonisti di un presunto gruppo di potere massonico-'ndranghetistico nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Catanzaro.
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