Roma, a Marconi shopping hi-tech con carte di credito clonate arrestato un cittadino nigeriano

I Carabinieri della Stazione Roma Porta Portese hanno arrestato un cittadino nigeriano di 43 anni, con precedenti, con le accuse di utilizzo di carte di credito clonate, sostituzione di persona, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

I Carabinieri della Stazione Roma Porta Portese hanno arrestato un cittadino nigeriano di 43 anni, con precedenti, con le accuse di utilizzo di carte di credito clonate, sostituzione di persona, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

In un centro commerciale di viale Guglielmo Marconi, l’uomo si è presentato alle casse con materiale hi-tech per oltre 300 euro.

Al cassiere, il 43enne ha fornito una carta di credito quale metodo di pagamento, esibendo un passaporto le cui generalità corrispondevano con quelle riportate nella carta.

La prima transazione è stata rifiutata dal POS dell’esercizio commerciale, motivo per cui il cliente ha esibito al cassiere una nuova carta di credito.

L’atteggiamento di quell’uomo, però, ha destato più di qualche sospetto: il direttore dell’esercizio commerciale, per vederci chiaro, ha chiesto aiuto ai Carabinieri della Stazione Roma Porta Portese che, in breve tempo, hanno raggiunto il negozio per controllare quanto stava accadendo.

Alla vista dei militari, l’uomo ha dapprima esibito il passaporto – risultato contraffatto e intestato a una terza persona – poi è fuggito a piedi.

Ne è nato un inseguimento durato pochi istanti: i militari hanno dovuto faticare non poco per bloccare il nigeriano che ha opposto resistenza e li ha aggrediti.

Durante gli accertamenti è emersa la reale identità dell’uomo, con precedenti specifici, scarcerato solo un anno fa.

La perquisizione scattata nella sua abitazione ha consentito di sequestrare numeroso materiale utile alla contraffazione delle carte e in particolare: 3 skimmer, 3 lettori di carte, uno scanner, una stampante, un PC portatile, 34 carte di credito su cui erano state già stampigliate le generalità false fornite dall’uomo, altre carte con bande magnetiche in attesa di essere clonate e una parente di guida, anche questa contraffatta, rilasciata dalle Autorità del Regno Unito.

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L’uomo, a seguito del rito direttissimo cui è stato sottoposto, si trova ora nel carcere di Regina Coeli.

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