Roma, a Vinitaly il vino italiano è un patrimonio da assicurare

Da un grande passato nasce un grande futuro: dal 10 al 13 aprile 2016 si terrà alla Fiera di Verona la 50° Edizione di Vinitaly, il Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati.

Anscodi

Da un grande passato nasce un grande futuro: dal 10 al 13 aprile 2016 si terrà alla Fiera di Verona la 50° Edizione di Vinitaly, il Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati. Il business del vino ha raggiunto gli otto milioni di euro per incoming, strutture e servizi alle aziende; per l’edizione del cinquantenario sono infatti notevolmente aumentati gli investimenti, gli espositori esteri ed i quasi 55mila operatori professionali attesi da oltre 140 Paesi, pari al 37% del totale dei visitatori. E' prevista inoltre una lunga serie di incontri e degustazioni per favorire e concludere affari; verranno proposti anche tasting esclusivi ed alta ristorazione per divulgare la cultura del vino. La 50ª Edizione di Vinitaly (10 - 13 aprile), il Salone Internazionale dei vini e dei distillati, il primo Salone Internazionale viti-vinicolo nato in Europa negli anni Sessanta, non sarà pertanto una celebrazione del passato, ma un rinnovato sguardo al futuro e l’occasione concreta per un forte rilancio. Il 50° di Vinitaly promette dunque di narrare fermamente anche per i prossimi cinquant’anni la storia del vino italiano. Aumentano nel padiglione Vininternational le presenze estere dai più importanti Paesi produttori: quest’anno protagonista sarà la Spagna che, nell’'Espacio España co-organizzato da Icex (l'Istituto per il commercio estero spagnolo), torna con una grande collettiva di 18 cantine in rappresentanza di tutti i suoi territori vinicoli. Prima volta della Cina a Vinitaly, mentre si confermano Francia, Svizzera, Australia, Portogallo, Argentina, Serbia, Regno Unito, Georgia e Azerbaijan, tutti con un ricco programma di degustazioni.

Nel nutrito calendario degli eventi e seminari che si terranno durante la manifestazione di Vinitaly segnaliamo il Convegno promosso da ASNACODI, per martedì 12 aprile 2016, alle ore 15, presso la Sala Rossini, dal titolo “Il vino italiano: un patrimonio da assicurare”. L'Associazione Nazionale dei Condifesa – Asnacodi – costituita nel1982, svolge, a livello nazionale, compiti di coordinamento, rappresentanza e tutela dei 66 Consorzi di Difesa associati operanti nel settore della prevenzione e gestione dei rischi d'impresa in agricoltura. Promuove l'attuazione di politiche pubbliche e lo sviluppo di iniziative legislative volte a favorire l'utilizzo e l'estensione di strumenti assicurativi e mutualistici a favore delle imprese agricole. Rappresenta e assiste gli associati a livello nazionale, europeo ed internazionale per perseguire, d'intesa con le Organizzazione agricole di riferimento, gli interessi degli associati ai fini della tutela economica delle imprese agricole dai rischi meteoclimatici, sanitari e di mercato che pregiudichino il reddito o l'integrità patrimoniale. Stante il sempre maggior peso e la notevole influenza dei cambiamenti climatici sul comparto agricolo, l’Associazione Nazionale dei Consorzi di Difesa in Agricoltura – Asnacodi ha recentemente patrocinato la prima Scuola di aggiornamento professionale per “Tecnici estimatori danni da calamità naturali”. La scuola di aggiornamento professionale è curata dal Cesar, Centro per lo sviluppo agricolo e rurale, e dal Dipartimento di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università di Perugia. "Il mondo peritale - ha spiegato Albano Agabiti, Presidente di Asnacodi - è una delle figure centrali del sistema assicurativo: avere un corpo peritale costantemente aggiornato e professionalmente pronto rispetto agli effetti sempre più tangibili dei cambiamenti climatici è una garanzia per l’intero sistema e per i nostri agricoltori in primis. Crediamo molto nel progetto di collaborazione tra Asnacodi – Cesar - Università di Perugia e mondo scientifico. Siamo fermamente convinti che da queste sinergie, oltre ai momenti formativi, nasceranno delle collaborazioni che ci consentiranno nel tempo di innestare continue innovazioni nel sistema di gestione del rischio in agricoltura".

Giorgio De Rossi

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