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Roma, aggredisce gli agenti intimando di rilasciare il fratello minore, a finire in manette un 26enne

E' arrivato in Commissariato furibondo, intimando agli agenti della Polizia di rilasciare suo fratello, che poco prima era stato fermato senza patente a bordo di un motociclo rubato. Alla fine è finito in manette anche il 26enne romano, dopo aver...

E' arrivato in Commissariato furibondo, intimando agli agenti della Polizia di rilasciare suo fratello, che poco prima era stato fermato senza patente a bordo di un motociclo rubato. Alla fine è finito in manette anche il 26enne romano, dopo aver aggredito gli agenti.

Erano le due della scorsa notte in via Oderisi da Gubbio, quando una pattuglia della Polizia di Stato ha notato un ciclomotore che "zigzagava" nel traffico, mettendo in pericolo anche gli altri utenti della strada.

Non appena fermato il giovane alla guida, un 21enne italiano, ha dichiarato di non essere il proprietario della moto e di non avere la patente di guida.

Accompagnato presso gli uffici del Commissariato San Paolo, è stato denunciato in stato di libertà per ricettazione e guida senza patente - tra l'altro mai conseguita.

Durante la compilazione degli atti, è giunto negli uffici di Polizia il fratello maggiore del giovane, identificato poi per G.M. di 26 anni, al quale gli agenti hanno subito specificato che non appena avessero terminato con la stesura della denuncia, sarebbe potuto tornare a casa.

Spiegazioni inutili perché G.M., arrivato peraltro già piuttosto alterato, ha iniziato ad urlare chiedendo l'immediata "liberazione" del fratello.

A quel punto i poliziotti lo hanno accompagnato fuori dal Commissariato ma l'uomo, non appena all'esterno, ha iniziato a sferrare calci e pugni violentissimi contro il portone. Per evitare ulteriori danni, gli agenti sono stati costretti ad uscire, con l'intento di placare il soggetto ormai fuori di sé, ma sono stati immediatamente aggrediti con calci e pugni.

Anche dopo essere stato immobilizzato e ammanettato, l'uomo ha continuato ad apostrofare gli uomini della Polizia di Stato proferendo frasi sempre più offensive e minacciose, nonostante persino suo fratello tentasse inutilmente calmarlo.

Arrestato, dovrà rispondere di resistenza, violenza e minacce a P.U., lesioni e danneggiamento aggravato.
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