Roma, è partito “il cammino della memoria della verità e della giustizia” della Sap

Ben 400 chilometri in nome della gente che ha il diritto di avere un efficiente apparato di tutela

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Ben 400 chilometri in nome della gente che ha il diritto di avere un efficiente apparato di tutela

E' un appuntamento annuale. E atteso. Ogni mese di maggio il Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), organizza il “MemorialDay” per celebrare tutte le vittime della mafia, del terrorismo, del dovere e di ogni forma di criminalità. Ma quest'anno sarà diverso perché non ci saranno solo le vittime del dovere ad essere ricordate. Con loro saranno celebrate anche le vittime "della verità" e "della giustizia". Anche a loro sarà intitolato il “Cammino della Memoria, della Verità e della Giustizia”. Perché si può cadere colpiti da proiettili e si può cadere affondati dalle falsità. E' contro queste disfunzioni di sistema che il Sap rinnova la propria battaglia quotidiana.

Il "Cammino" coprirà un percorso di circa 400 chilometri attraverso tre regioni: Lazio, Molise e Puglia. Sull'asse della Via Appia Traiana, si rinnoverà quel Cammino dell'Arcangelo, fino al Santuario di San Michele nel Gargano, meta antichissima dei viandanti provenienti da tutta l'Europa cristiana longobarda. Si parte il 15 maggio da Roma, in piazza San Pietro, per poi proseguire con tappe ad Albano (1) e Artena (2) e nella provincia di Frosinone con Anagni (3), Alatri (4), l’Abbazia di Casamari (Veroli) (5), Castrocielo (6) e Cassino (7). Si entra, quindi, in Molise, nella provincia di Campobasso (8), Pietracatella (9). Infine si aprirà il territorio della Puglia con le città di Lucera (10), San Severo (11), San Giovanni Rotondo (12) e Monte Sant’Angelo (13). Fino al Santuario di San Michele Arcangelo.

La scelta del mese di maggio non è casuale: è il mese dedicato alla Madonna che quest'anno si celebra nell'anno giubilare.

Ogni persona comune, ogni individuo impegnato e, a maggior ragione, ogni operatore di pubblica sicurezza, umiliato dai tagli lineari che hanno falcidiato uomini, mezzi, strutture e formazione.

Per dire ancora una volta "no" alle manovre repressive illecite contro i dirigenti sindacali del SAP. Gli uomini che hanno avuto il coraggio di portare alla luce problemi e criticità del sistema, soltanto in nome e per conto della sicurezza della comunità messa a rischio, soprattutto in questi tempi, anche dal terrorismo internazionale. Uomini che oggi pagano, ingiustamente, conseguenze inaccettabili per aver condiviso la verità. Anche per loro, quest'anno, si camminerà alla ricerca della Verità e della Giustizia. Ma per il SAP,Il consenso ed una conseguente inversione di marcia arriveranno soltanto nel momento in cui sarà raggiunto un accordo soddisfacente tra Forze dell'Ordine e Governo. Nell'attimo in cui, seduti attorno a un tavolo, le esigenze della collettività torneranno ad essere prioritarie come è giusto che sia.

Il SAP si batte per questo e ogni giorno, in un quotidiano cammino di vigilanza, denuncia abusi e soprusi. Lo ha fatto con azioni clamorose, lo ha ribadito con lo sciopero della fame portato avanti dal segretario generale Gianni Tonelli e poi dagli altri dirigenti del sindacato, lo torna a fare con il Cammino. Un'unica determinazione: lottare contro le ingiustizie inflitte a personale di Polizia già fortemente provato dai vuoti di organico e dalla mancanza di strumenti adeguati a fronteggiare il crimine come il terrorismo.

Abbazia Casamari, una perla del Frusinate

Quinto giorno del Cammino. In programma ci sono 19chliometri da percorrere da Alatri alla famosa abbazia di Casamari. A 9 chilometri dal centro, sulla via Mària, sorge una delle abbazie più stilisticamente più significative in Italia e che pertanto merita sicuramente di essere visitata. E' l’Abbazia di Casamari. Situata nell’estremo territorio orientale del comune di Veroli, a metà percorso tra Frosinone e Sora. Sorge, imponente e solitaria, a ridosso di una collina rocciosa delimitata dal torrente Amaseno, che anticamente segnava il confine tra gli Ernici e i Volsci, a 300 metri di altitudine sul livello del mare. Il nome Casamari è di origine latina e significa "Casa di Mario", patria del console romano Caio Mario, celebre condottiero, nemico di Silla. L'abbazia fu costruita nel 1203 e consacrata nel 1217. E' uno dei più importanti monasteri italiani di architettura gotica cistercense. La pianta dell'edificio è simile a quella dei monasteri francesi, mentre, la facciata della chiesa presenta all'esterno un grandioso portico. Si entra nel monastero attraverso un'ampia porta a doppio arco. All'interno si trova un giardino, la cui parte centrale è occupata dal meraviglioso chiostro. E’ di forma quadrangolare, con quattro gallerie a copertura semicilindrica. L'aula capitolare è un ambiente formato da nove campate e da quattro pilastri ed è usata per le riunioni. Dal chiostro, grazie a una porta, si entra nella chiesa che è a pianta basilicale a tre navate. Dietro l'altare dell'abbazia c'è il coro costruito nel 1940. All'interno della struttura alcune sale duecentesche, che contengono reperti archeologici di epoca romana. Di grande interesse la biblioteca e il museo ricco di opere d'arte.

IL “CAMMINO DELLA MEMORIA, DELLA VERITÀ E DELLA GIUSTIZIA”,

vivrà il suo momento più significativo e di maggior raccoglimento il 28 maggio a Monte Sant’Angelo, nel Santuario di San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia. Sarà celebrata la Messa, e ci sarà il Concerto della Memoria. E una mostra di opere d’Arte. Appuntamenti aperti a tutti, poliziotti e cittadini e per i quali il SAP conta su numerosissime adesioni anche di solidarietà per la battaglia, durissima, intrapresa da mesi.

“La nostra - spiega Gianni Tonelli, Segretario Generale del SAP- è una battaglia di libertà e di civiltà non condotta nei nostri interessi, ma per quelli dell’intera collettività; coloro che sono chiamati ad amministrarci lo fanno in nome e per conto del popolo italiano, così come sancito dalla Carta Costituzionale. Ma è sotto gli occhi di tutti che sempre più questo avviene senza tener conto delle reali esigenze della comunità amministrata”.

"Lo dimostrano i fatti più recenti: tre colleghi seri e responsabili sono stati sospesi per aver obbedito a Verità e Giustizia ricordando la necessità di essere dotati di equipaggiamenti più efficienti, risorse adeguate, migliore addestramento, mezzi idonei per poter svolgere al meglio i propri compiti. In modo particolare ai tempi della minaccia internazionale del terrorismo islamico", continua Tonelli.

Il SAP non ci sta e continua a portare avanti una battaglia di verità. Perché chi ha parlato, non per interesse egoistico ma per tutela della collettività, ha messo in luce quello che non si voleva far vedere: le vergogne di sistema che qualcuno, invece, pretende siano mantenute ben coperte. “La nostra è una battaglia di libertà e di civiltà – insiste Tonelli- condotta per conto dell’intera collettività. Coloro che sono chiamati ad amministrarci lo fanno in nome e per conto del popolo italiano, così come sancito dalla Carta Costituzionale, ma è sotto gli occhi di tutti che sempre più questo avviene senza tener conto delle reali esigenze della comunità amministrata”.

Al momento, argomenta il segretario del SAP, l'unico modo per far sentire la nostra voce è “sconfiggere i nemici”. Di qui l’idea di intraprendere il “Cammino della memoria, della verità e della giustizia”. Non più viandanti dei secoli scorsi in cerca della fede. Cittadini dei tempi moderni assetati di Verità. E decisi a non cedere neanche di un passo.

Ultima tappa del Cammino: Santuario di San Michele, patrono della Polizia

Al “Cammino della Memoria, della Verità e della Giustizia”, in programma dal 15 al 28 Maggio 2016, parteciperanno numerosi poliziotti e cittadini mossi da valori comuni, uniti nell'intento di smascherare le "vergogne" di sistema che oscurano e imbrigliano la nostra società.

Il Cammino, terminerà il suo percorso a S. Giovanni Rotondo e Monte San’Angelo, al santuario di San Michele, l'arcangelo guerriero, pesatore delle anime e accompagnatore dei morti, vincitore delle forze del male, patrono delle forze dell’ordine.

San Michele, viene proclamato patrono e protettore della Polizia da Papa Pio XII il 29 settembre 1949 per proteggere il poliziotto nella sua quotidiana battaglia al servizio dei cittadini. Per l'ordine, l'incolumità delle persone e la difesa delle cose.

Nell'iconografia, orientale e occidentale, San Michele Arcangelo viene rappresentato come un combattente, con la spada o la lancia nella mano e con ai piedi il dragone, simbolo di satana, sconfitto in battaglia. Combattente al quale il segretario Gianni Tonelli si ispira per portare avanti le sue battaglie in nome e per conto di tutti coloro che sono al servizio dello Stato, che hanno giurato di servire e proteggere il proprio paese, ma soprattutto per assicurare ai cittadini un apparato efficiente che sia in grado di offrire la protezione dovuta. Nel Nuovo Testamento (capitolo 12° del libro dell'Apocalisse) S. Michele è rappresentato come avversario del demonio, vincitore dell'ultima battaglia contro satana e i suoi sostenitori: "Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago… … Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli".

Per i cristiani è il più potente difensore del popolo di Dio, del bene contro il male. Un simbolo, un'icona che ha fortemente ispirato Tonelli ormai divenuto baluardo della battaglia contro il male, le falsità, i raggiri per tutti i poliziotti e i cittadini che ne condividono le battaglie.

La preghiera del poliziotto dedicata a San Michele Arcangelo:

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Oh! San Michele Arcangelo, nostro celeste Patrono, che hai vinto gli spiriti ribelli - nemici della Verità e della Giustizia - rendi forti e generosi, nella reverenza e nell'adesione alla Legge del Signore, quanti la Patria ha chiamato ad assicurare tra i suoi cittadini concordia, onestà e pace affinché - nel rispetto di ogni legge - sia alimentato lo spirito di umana fraternità . Per questo, imploriamo dal tuo Patrocinio rettitudine alle nostre menti, vigore ai nostri voleri, onestà agli affetti nostri, per la serenità delle nostre case, per la dignità della nostra terra.

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